Minacce e insulti a un ristoratore

14 Marzo 2018

Dal Gup 39enne indagato anche per lesioni: scagliò una bottiglia al negoziante

VASTO. L'accusa è di reiterate minacce ai danni di un ristoratore vastese. Quest’ultimo, a causa del suo comportamento violento del primo, avrebbe avuto non pochi problemi. Era prevista per oggi la decisione del giudice per le indagini preliminari su M.S., 39 anni, di Vasto. L’udienza però slitterà a causa dell’astensione degli avvocati delle camere penali in programma quest’oggi in città. A difendere M.S. è l’avvocato Arnaldo Tascione. La parte offesa che ha intenzione di costituirsi parte civile è rappresentata dall’avvocato Francesco Carlesi.
La vicenda risale a tre anni fa. L’episodio che portò la vittima a chiedere aiuto alle forze dell’ordine avvenne nel locale del ristoratore, nel centro di Vasto. Secondo il capo d’imputazione M.S. dopo aver insultato il ristoratore lo avrebbe minacciato pronunciando nei suoi confronti pesanti insulti. Non contento, il trentanovenne avrebbe lanciato contro il commerciante una bottiglia. Alla scena avrebbero assistito i clienti che in quel momento erano seduti ai tavoli. Grande la paura di questi ultimi e del ristoratore. L’uomo nella sua denuncia presentata alle forze dell’ordine raccontò la vicenda. Le indagini appurarono che non era stato l’unico episodio. In calce alla richiesta di rinvio a giudizio datato 2 luglio 2015 si parla di reiterazione del reato. Un comportamento violento che avrebbe quindi condizionato la vita della vittima presa di mira.
Il legale di M.S. sostiene che in realtà la vicenda è diversa da come è stata raccontata. Di diverso avviso i legali che assistono la vittima. L’accusato rischia una severa condanna dal momento che nel 2016 la Cassazione ha stabilito che anche minacciare di morte e molestare un conoscente, se ripetuto più volte, può far scattare la condanna per stalking.
La Corte di cassazione aveva infatti confermato quanto deciso dai giudici del merito che avevano riconosciuto colpevole del reato di stalking un uomo che aveva reiteratamente minacciato e molestato un suo conoscente.
La Suprema corte ha anche sottolineato che l’obiettivo dell’introduzione dall’articolo 612 bis del codice penale nei casi di minacce reiterate è quello di riempire un vuoto di tutela rispetto a condotte che non sono di per sé violente ma idonee ad arrecare un notevole turbamento nella vittima.
Anche la minaccia di morte, specie se unita ad altre forme di molestia, può dunque rappresentare stalking. (p.c.)
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