Minacce e offese a Lapenna «Tanto odio contro di me»

Solidarietà dei colleghi per l’aggressione subita in municipio e per le ingiurie Il consigliere d’opposizione D’Alessandro: «Non sei vittima di alcunché»
VASTO. Qualche post-it ingiurioso contro il primo cittadino è stato staccato. Restano un paio di scritte sui muri e il ricordo delle minacce subite in Comune. Gli attacchi al sindaco Luciano Lapenna hanno acceso in città un vivace dibattito.
«Quello che è accaduto dispiace ma Lapenna è vittima delle proprie scelte e della sua ostinazione a ritenere Vasto una città tranquilla», afferma Marco Di Michele Marisi, responsabile del gruppo politico di centrodestra. “Giovani in movimento”. «Se Vasto avesse avuto la videosorveglianza gli autori delle scritte ingiuriose adesso avrebbero un nome. La speranza è che quanto accaduto spinga il sindaco ad accellerare finalmente l’iter per l’accensione delle telecamere», è l’auspicio del rappresentante del centrodestra.
Da Palazzo di città ieri è stata diffusa una nota in cui viene ribadito che le minacce e le ingiurie nei confronti del sindaco sono il frutto di «una campagna mediatica di odio e di disprezzo che ha superato la civile convivenza e il legittimo dibattito politico. La critica e la contrapposizione sono parte integrante di una sana e vivace discussione politica, tuttavia, laddove le critiche si trasformano in calunnie, le parole diventano turpiloquio e le opinioni denigrazione personale, siamo lontani da una civile convivenza e ciò non rende onore alla nostra città e a coloro che la animano con le proprie vite e il proprio lavoro», si legge nella nota. «L’invito, continua la nota, «sebbene in un clima di campagna elettorale permanente, è che la legittima critica politica non sfoci nella violenza fisica e verbale, come dimostrano i recenti e gravi episodi di cronaca che vedono protagonista Lapenna».
Non la pensa così il consiglirere comunale indipendente Davide D’Alessandro. «Anche Berlusconi, che pure ricevette una statuetta in faccia e non adesivi, parlò di campagna mediatica di odio e disprezzo, ma qualcuno della parte politica avversa arrivò persino a dichiarare che se l’era cercata. Lapenna non è vittima di alcunché, così come non sono vittima di alcunché io che ricevo da tempo lettere anonime e minacce irriferibili. Lapenna è responsabile di aver definito “cialtrona” certa stampa. Tutto ciò, ovviamente, non significa che deve ricevere minacce e ingiurie, atti sempre deprecabili e da condannare. Anche quando a riceverle sono i consiglieri comunali di minoranza», afferma D'Alessandro.
Al primo cittadino va la solidarietà del sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca, e del sindaco di Gissi, Agostino Chieffo. «Questi sono fatti gravissimi a prescindere dalle motivazioni che sono alla base. I problemi», dice Chieffo, «non si risolvono certo minacciando o ingiuriando il sindaco».
Paola Calvano
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