Minaccia con l’ascia il fratello e la cognata

Paura in un palazzo di via Atri. Un 40enne, armato anche di coltello, tenta di colpire la donna: bloccato dai carabinieri
CHIETI. Ha minacciato il fratello e la cognata con un’ascia e un coltello, danneggiando anche il loro portone di casa. Poi è scappato nel sottotetto quando ha sentito le sirene dei carabinieri. Paura, ieri mattina, in un palazzo di Chieti Scalo, in via Atri, a poca distanza dalla stazione ferroviaria: M.E., 40 anni, è stato bloccato dai militari del nucleo operativo e radiomobile prima che la situazione potesse ulteriormente degenerare. Nei suoi confronti è scattata una denuncia per minaccia aggravata e detenzione abusiva di armi. Il tutto al culmine di un’aggressione che, almeno all’apparenza, è senza movente: i due fratelli non hanno rapporti da almeno 17 anni, né ci sono stati episodi recenti che possano aver acceso gli animi o che giustifichino un gesto simile. Non è la prima volta che l’indagato, da tempo disoccupato e senza fissa dimora, finisce nei guai per motivi giudiziari.
L’allarme parte prima delle 10. M.E., che porta al collo un vistoso crocifisso, si presenta di fronte all’appartamento del fratello e bussa alla porta. Ad aprire è la cognata, che inizia subito a gridare e a chiedere aiuto perché l’uomo che si trova davanti impugna una grossa accetta: pronuncia parole senza senso e appare fuori di sé. Il marito della donna si precipita all’ingresso. Ma il 40enne, nel frattempo, è già entrato nell’appartamento brandendo l’arma. A un certo punto lancia la scure in direzione della cognata: lei riesce a schivare il colpo, ma la lama finisce contro la porta. M.E. è una furia: il fratello tenta di bloccarlo, ma senza risultati. Così l’aggressore tira fuori un coltello dalla tasca dei pantaloni e tiene i coniugi sotto la minaccia delle lame. Nel frattempo, la figlia della coppia riesce a telefonare al 112, mentre il padre impugna una pala da lavoro nel tentativo di difendersi. L’intervento dei carabinieri, agli ordini della tenente Maria Di Lena, è tempestivo. Nel momento in cui si cominciano a sentire le sirene, M.E. fugge per le scale e si nasconde in mansarda, al buio. Ma i militari dell’Arma lo raggiungono immediatamente sequestrandogli l’accetta, che nasconde sotto la maglia, e il coltello da cucina, trovato in una tasca dei pantaloni. L’aggressore viene accompagnato in caserma e segnalato alla procura della Repubblica di Chieti. Dai successivi controlli viene fuori che anche nel recente passato è stato denunciato perché trovato in possesso di armi bianche in luoghi pubblici.
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