Minaccia i vicini per il cane Scatta il sequestro del fucile

24 Dicembre 2019

Denunciato un anziano di 79 anni che si scaglia più volte contro una donna e il figlio minorenne «Smettetela, fate troppo rumore: vi uccido insieme agli animali». Ritirata l’arma in via cautelare

CHIETI. Minaccia di morte i vicini di casa perché il cane abbaia troppo: i carabinieri di Guardiagrele arrivano sul posto e gli sequestrano il fucile per evitare pericoli. È destinata a finire nelle aule di tribunale l’ennesima lite condominiale che ha coinvolto due famiglie: un anziano di 79 anni è stato denunciato alla procura di Chieti con le accuse di minaccia grave e ingiuria.
È solo l’ultimo di una lunga serie di dissidi per i quali, nel 2019, è stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine. Tanto per rendere l’idea, nel capoluogo teatino e nei paesi del circondario – solo nei primi sei mesi di quest’anno – almeno 400 volte c’è stato bisogno di carabinieri e polizia per sedare le discussioni scoppiate all’interno dei palazzi per i motivi più banali. Qualche esempio? Rumori molesti, parcheggi contesi, controversie per il bambino del piano di sopra che gioca e disturba, le foglie degli alberi altrui che sporcano il proprio giardino: basta poco per accendere la scintilla.
Nell’ultimo caso, a presentare una querela in caserma è stata una donna che vive nello stesso stabile del 79enne. Qualche giorno fa, intorno ad ora di pranzo, la signora è stata presa di mira mentre si trovava in cortile e stava dando da mangiare al suo cane. Il vicino si è affacciato dal balcone e ha cominciato a offenderla in tutti i modi, giurando che presto sarebbe passato dalle parole ai fatti. A quel punto la donna, spaventata, ha deciso di rivolgersi ai militari dell’Arma anche alla luce di episodi accaduti in passato. Più volte, infatti, l’anziano ha accusato lei e i suoi familiari di fare rumori all’interno dell’abitazione a tutte le ore: porte sbattute nel cuore della notte, musica alta, grida. Tutte accuse respinte con forza dalla denunciante. Ma il 79enne si è scagliato anche contro altri componenti di quella famiglia a suo dire troppo rumorosa: secondo le testimonianze, in diverse circostanze, ha minacciato di morte il figlio minorenne della donna. «Vi uccido tutti, cani compresi, dovete smetterla di fare casino», avrebbe gridato dal terrazzo. In un’altra occasione, la moglie dell’indagato ha invece lanciato un recipiente pieno d’acqua contro il ragazzino, che è riuscito a spostarsi all’ultimo secondo evitando così di essere colpito.
Fatto sta che, dopo la denuncia, i carabinieri della tenente Maria Di Lena hanno raggiunto l’abitazione dell’anziano e ritirato – in via cautelare – un fucile da lui regolarmente detenuto. Il timore era che il 79enne, in un momento di rabbia, potesse utilizzare l’arma.
Restando in tema, anche una recente sentenza del Tar di Pescara ha confermato che è lecito ritirare il porto d’armi a chi litiga con i vicini, indipendentemente dai motivi. «Ai fini di una prognosi di abuso», hanno scritto i giudici, «non rileva chi abbia torto o a ragione, ma solo il fatto oggettivo di trovarsi ripetutamente in una situazione di litigiosità».
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