Minaccia la ex con il coltello, scatta l’arresto

Finisce sotto accusa per molestie il 67enne Molisani: in passato fu coinvolto nelle rapine alle banche
CHIETI. Alle forze dell’ordine era noto per le rapine in banca, ne aveva messe a segno diverse tra gli anni Novanta e Duemila a Chieti e Pescara con la tecnica del taglierino in cui pare fosse maestro, ma ieri è stato arrestato per stalking nei confronti della ex convivente. Gli agenti della squadra mobile della Questura di Chieti, guidati dal commissario Nicoletta Giuliante, hanno arrestato ieri Gianfranco Molisani, 67 anni, in esecuzione di un provvedimento emesso a seguito della condanna definitiva alla pena di anni 2 e 7 mesi per i reati di minaccia e atti persecutori nei confronti della sua ex. L’uomo espierà la pena a casa, essendo stati disposti gli arresti domiciliari.
I fatti risalgono al 2015, quando la sezione della Mobile specializzata nei reati contro la persona e in quelli di genere aveva accertato le condotte persecutorie nei confronti della donna: centinaia di telefonate e messaggi, pedinamenti continui, minacce anche con un coltello e problemi pure per i familiari di lei. Il giudice per le indagini preliminari aveva anche emesso un provvedimento di divieto di avvicinamento alla donna durato oltre un anno. L’uomo ha già conosciuto il carcere: ha scontato pene anche in istituti di massima sicurezza fuori dalla regione. Il suo forte erano i reati contro il patrimonio: furti, ma soprattutto rapine in banca. Un destino da bello e dannato segnato fin da subito: la prima condanna è a 23 anni per porto abusivo d’arma. Poi arrivano le condanne per rapina. Nel 2003 è stato arrestato in flagranza di reato sempre dagli agenti della Questura di Chieti al termine di una rapina ai danni filiale della Bls di piazzale Marconi allo Scalo. I poliziotti lo avevano trovato con i soldi ancora addosso. Proprio a seguito di quell’arresto, è stato denunciato dalla squadra mobile teatina anche per altre due rapine in banca avvenute in precedenza: nella mattina della vigilia di Natale del 2002 ai danni della filiale della banca Monte dei Paschi di Siena di via Arcivescovado, in pieno centro, dove aveva portato via 16mila euro, e nella mattina del 25 luglio 2003 ai danni sempre di una filiale teatina del Monte Paschi di Siena, facendosi consegnare dagli impiegati, sotto la minaccia di un coltello, 17.940 euro. Erano gli anni in cui le banche non avevano i sistemi di sicurezza che hanno adesso e i taglierini, con la lama ripiegata all’interno della manica in plastica dura, non venivano rilevati dai metaldetector all’entrata degli istituti di credito. (a.i.)

