Minaccia la figlia con l’ascia A 83 anni patteggia sei mesi

9 Gennaio 2018

Atessa. Lite per l’appartamento ereditato: la madre non vuole che si venda Con bastone e accetta danneggia infissi e mobili, poi si scaglia contro la donna

ATESSA. A 83 anni patteggia sei mesi di reclusione per aver minacciato la figlia e un amico con l’ascia e il bastone. Finisce nelle aule giudiziarie la lite tra un’anziana madre, di Atessa, e la figlia, che abita a Pescara. Angela C., 83 anni, ha patteggiato sei mesi di reclusione, pena sospesa, per danneggiamento e minacce. La figlia vuole vendere o dare in affitto l’appartamento che la madre le ha lasciato in eredità. L’anziana, però, non vuole e, in uno scatto d’ira, con un bastone di legno e un’ascia, nel marzo 2016, distrugge mobili e suppellettili dell’appartamento. Con l’ascia minaccia poi la figlia e un amico, che l’aveva accompagnata.
L’83enne, dopo la morte del marito, aveva lasciato tutto in eredità alla figlia. Il lascito comprendeva un appartamento al piano inferiore dello stesso stabile in cui l’anziana vive. Negli anni, però, i rapporti tra le due si incrinano; l’anziana madre vorrebbe riavere l’appartamento per girarlo al nipote ma la figlia, che vive a Pescara, non vuole saperne: stando lontano vuole vendere o affittare la casa per ricavarne qualcosa. Ma, alla veemente nonnina, questa scelta non è andata a genio. Ad ogni visita di un possibile acquirente o affittuario, come emerso nell’aula di tribunale di fronte al giudice per le udienze preliminari Marina Valente, la vecchietta storceva il naso. Fino a quando, il 20 marzo 2016, l’83enne, stanca e stressata, ha uno scatto d’ira. Armata di bastone, un mattarello, entra di nascosto nell’appartamento (violazione di domicilio) e ne danneggia l’interno: mobili, porte, suppellettili, tutto distrutto. Il giorno dopo la figlia, assieme a un amico, N.V.P., si reca nella casa e trova il disastro. Non solo, la madre li minaccia, ascia con lama di ferro alla mano, li minaccia. I due si rinchiudono allora in una stanza, la cui porta ha i segni delle accettate che l’anziana avrebbe dato. L’accesa lite, sedata al momento, ha uno strascico giudiziario e finisce in tribunale, con la vecchietta accusata di violazione di domicilio, porto abusivo di armi fuori casa -matterello e ascia- e minacce. A processo l’amico della figlia, rappresentato dall’avvocato Massimiliano Sichetti, si è costituito parte civile. Il giudice Valente ha accolto la richiesta di patteggiamento e ha condannato l’anziana a sei mesi di reclusione, pena sospesa, e al risarcimento dei danni alla parte civile, da decidere in separata sede.
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