Minacciato, narcotizzato e rapinato

Titolare del bar Ferrari stordito da tre banditi all’una di notte. Esploso un colpo di pistola. Bottino di oltre 10mila euro
VASTO. Lo sparo, il braccio attorno alle spalle, il dolore al volto e poi il nulla fino al risveglio e la corsa in ospedale per le cure. Non sarà facile per Nicolino Di Paolo, titolare del bar Ferrari di piazza Fiume, alla Marina, dimenticare la rapina subita ieri notte. Era da poco passata l’una quando nel bar, aperto 24 ore su 24, sono entrati tre uomini incappucciati. Due di loro avevano una pistola in mano. Il più vicino al barista ha sparato un colpo di pistola in aria. Poi, ha afferrato Di Paolo che era dietro il bancone e ha premuto sul suo viso un panno intriso di etere. Subito dopo, i tre banditi hanno preso tutto ciò che potevano, soldi dalla cassa e le monete delle slot machine, tagliandi del Gratta e vinci e tabacchi.
La stima esatta del bottino deve ancora essere fatta ma non è inferiore a 10mila euro. I tre sono poi fuggiti a piedi in direzione del parcheggio dell’ex stazione ferroviaria. Una donna che tornava a casa li ha visti e ha dato l’allarme. Contestualmente nel bar sono arrivati Valerio e Marino i figli di Nicolino Di Paolo che abitano sopra il bar e sono stati svegliati dal trambusto.
Sulla rapina, la terza compiuta in città in un mese, indagano sia i carabinieri sia la polizia. Sul posto fino alle 6 anche i vigilanti della società Aquila di Ortona, fra i primi ad accorrere in soccorso del barista.
IDENTIKIT DEI RAPINATORI. I pesanti cappucci hanno coperto il viso dei rapinatori ma non hanno nascosto la loro corporatura. Uno dei tre era magrissimo, un altro piccolo di statura e claudicante. Tutti e tre avevano un’età compresa fra 30 e 40 anni. L’accento era abruzzese. Almeno uno di loro doveva essere già entrato nel bar. Sapeva perfettamente dove avrebbe potuto trovare i soldi, due casse di monete appena prelevate dai videogiochi e sistemate in un cassetto. È evidente che conoscesse le abitudini della vittima. «Mio padre», Valerio, uno dei figli, «non è riuscito a riconoscere nessuno dei tre. Era dietro al banco ed è stato preso alla sprovvista. Quel panno sulla bocca poi lo ha stordito».
SOCCORSI E RILIEVI. Non appena è scattato l’allarme, sul posto sono arrivati sia i carabinieri diretti dal tenente Luca D’Ambrosio sia gli agenti del commissariato e il loro dirigente Luca Capaldo. In ausilio delle forze dell’ordine è giunta anche una pattuglia dell’istituto di vigilanza Aquila. Nicolino di Paolo è stato trasportato al Pronto soccorso dell’ospedale San Pio. Il commerciante aveva il volto gonfio e rosso, un occhio semichiuso. «Il liquido narcotizzante ha irritato sia il volto sia l’orbita oculare», dice il primario del Pronto soccorso del San Pio, Augusto Sardellone. «Ha anche diversi traumi contusivi dovuti probabilmente alla caduta ma non è grave», aggiunge il medico che ha sottoposto il paziente ad accurati accertamenti. Fra i primi ad intervenire in ospedale è stato il sindaco Francesco Menna che ha voluto accertarsi personalmente delle condizioni del commerciante. Intanto, le forze dell’ordine hanno recuperato nel locale il bossolo del colpo di pistola esploso, un guanto e un panno imbevuto di etere. Acquisite anche le immagini delle telecamere della videosorveglianza.
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