Minacciò gli alunni, maestro a processo

Supplente terrorizzò 16 bambini con urla e invettive, 8 genitori hanno fatto denuncia. La difesa chiede l’abbreviato
LANCIANO. Sarà processato con rito abbreviato il prossimo 21 febbraio Ernesto Di Lorenzo, 49 anni, di Lanciano, l’insegnante supplente che due anni fa avrebbe seminato il terrore in una classe elementare della scuola Eroi Ottobrini, minacciando gravemente gli alunni. A trascinare l’insegnante in tribunale sono stati i genitori di otto dei sedici bambini che, quel 16 dicembre 2014, erano in classe e subirono le intemperanze verbali, le minacce e la rudezza del maestro. A processo l’uomo deve rispondere di abuso dei mezzi di correzione o di disciplina. Per l’accusa, in qualità di insegnante supplente della classe IV elementare dell’istituto Eroi ottobrini, nel corso della supplenza del 16 dicembre 2014, avrebbe «abusato dei mezzi di disciplina previsti dall’ordinamento scolastico ai danni degli alunni, minori di 9 anni, a lui affidati per ragioni di istruzione». L’accusa riporta le frasi e le azioni violente che il maestro, che era stato chiamato per sostituire l’insegnante di ruolo per una sola giornata, avrebbe rivolto agli alunni dopo la mensa.
L’uomo, che pare fosse stato piuttosto insofferente già nelle prime ore di lezione, al rientro in aula dalla mensa avrebbe cominciato ad inveire pesantemente contro i bambini: «Non siete mai stati in ospedale per un cazzotto o una sberla», «Siete delle bestie», «Ti spacco i denti», avrebbe detto rivolto ai bambini. A qualcuno di loro avrebbe anche preso il viso tra le mani e scosso loro la testa. Sempre l’accusa, in base alle indagini della polizia, sostiene che il maestro avrebbe anche vietato agli alunni di andare in bagno dicendo ad alcuni di loro: «Fattela addosso». Ore di terrore per i piccoli che, all’uscita da scuola, atterriri, scoppiarono in un pianto generalizzato.
A quel punto mamme e papà chiamarono il 113. Nei giorni successivi otto genitori si decisero a sporgere denuncia contro il maestro al commissariato di polizia, che svolse le indagini e ascoltò anche la dirigente, alcuni collaboratori scolastici e altri insegnanti. «Tutte dichiarazioni e atti che sono parte fondante del processo che, come ho chiesto e ottenuto, si svolgerà con il rito abbreviato», dice l’avvocato Francesco Orecchioni, difensore dell’insegnante, «vedremo se le risultanze processuali confermeranno o meno le accuse riferite dai genitori (che non si sono costituiti parte civile, ndc), i bambini infatti non sono stati ascoltati. In ogni caso non ci sono state violenze o minacce». Per la difesa l’uomo avrebbe alzato la voce per farsi ascoltare dai bambini che dei supplenti spesso approfittano per fare chiasso. Sarà il processo a chiarire i fatti.
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