Minori arrestati, appello al Riesame

16 Giugno 2018

I difensori chiedono i domiciliari per i due giovani ancora in carcere

VASTO . Da due settimane ormai sono rinchiusi a Casal di Marmo. L’ordinanza di concessione degli arresti domiciliari ai due giovani accusati di violenza sessuale aggravata e di gruppo, oltre che di pornografia minorile e riduzione in schiavitù di una sedicenne di Vasto, non è arrivata. I due studenti sono ancora nell’istituto penale per minori di Roma. L’ex fidanzatino della vittima, Marco, chiede di uscire dall’isolamento. La sua posizione e quella dell’amico arrestato con lui sarà discussa lunedì dai giudici del Tribunale del riesame a cui si sono appellati gli avvocati Giovanni e Antonello Cerella. I legali contestano l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip dell’Aquila, Cecilia Angrisano, su richiesta del procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minori, Roberto Polella. «Non ci sono più le esigenze cautelari per tenere il nostro assistito a Casal del Marmo», insiste l’avvocato Giovanni Cerella invocando i domiciliari. Lunedì sarà una giornata importante per le sorti del ragazzo e dell’amico arrestato con lui. Intanto, dietro l’apparente quiete calata sulla vicenda, i carabinieri continuano ad indagare sugli arrestati e su altri cinque giovani che al momento non risultano indagati. Impossibile appurare di più. Il maggiore Amedeo Consales ha alzato un muro di silenzio, deciso a non fornire più alcuna indicazione sulla vicenda. Il silenzio degli investigatori mira a tutelare la vittima (una ragazzina che ha da poco compiuto 16 anni) dalla curiosità morbosa che si è scatenata in città. «Ha ripreso a sorridere da poco dopo due anni di inferno», dice l’avvocato che tutela la famiglia della giovane, Fiorenzo Cieri, «è stata malissimo e si sta riprendendo lentamente, ma va aiutata anche con la discrezione», conclude il legale invocando la privacy per la studentessa. (p.c.)
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