«Mio figlio aveva un cuore buono»

Tragedia di Serre. La mamma di Cesare in chiesa: grazie a chi ci è stato vicino
LANCIANO. «La vostra presenza e la vicinanza e il calore che ho sentito in questi giorni, mi confermano che mio figlio aveva un cuore grande». Sono le parole dette da Rossella, la mamma di Cesare Giuliante, morto in un incidente stradale venerdì, alla fine della messa celebrata nella chiesa della Santissima Trinità di Villa Andreoli. Una chiesa gremita dagli amici di Cesare e della famiglia, dai colleghi di lavoro della Sevel (era conduttore di linea alla lastratura) dai soci dell’Unione Sportiva Lanciano, società di ciclismo con cui Cesare ha corso fino ai 18 anni. Molti non sono riusciti ad entrare e sono rimasti fuori ad aspettare il feretro del 37enne coperta da rose bianche. E petali di rose sono stati sparsi sul corridoio della chiesa fino all’altare dove accanto alla bara si è seduta Paola, la fidanzata di Cesare, con un bouquet da sposa.
Il 37enne stava ultimando la casa dove poter mettere su famiglia con lei. La morte ha spezzato anche un sogno d’amore. Tanto il dolore, molto composto quello dei genitori, che hanno descritto quel ragazzo dal cuore d’oro, lavoratore, alla fine della messa celebrata da don Osser e dal diacono, Luigi Cuonzo. «Sono momenti drammatici», ha detto Cuonzo, «in cui si fa fatica ad ascoltare le parole, che quasi non hanno senso. Non si riesce a spiegare una tragedia tanto grande, la morte di un figlio. Resta la fede». Venerdì, poco prima delle 14, mentre andava a lavoro, il 37enne, a bordo di una Fiat Brava, quando stava svoltando verso Lucianetti, si è scontrato con una Opel Corsa proveniente da Serre, guidata da Domenico P., 45 anni, di Lanciano, anche lui dipendente Sevel. (t.d.r.)
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