«Mio figlio non ha abusato della ragazza»

La mamma del 17enne arrestato con un coetaneo respinge le accuse: giudicato prima che siano accertati i fatti denunciati
VASTO . «Mio figlio non è uno stupratore». La mamma del diciassettenne di Vasto, rinchiuso da lunedì con un coetaneo nell’istituto penale per minori di Casal del Marmo, difende il figlio. Il giovane accusato di riduzione in schiavitù, pornografia minorile, violenza sessuale di gruppo, violenza privata e atti persecutori ai danni di una studentessa di 16 anni, sarà interrogato questa mattina dal gip di Roma. Il ragazzo e l’amico sono finiti in manette perché inchiodati dai messaggi inviati alla vittima, ma i carabinieri stanno accertando la posizione di altri giovani. Il numero dei componenti del gruppo pare sia arrivato a sette.
LO SFOGO DELLA MAMMA. È distrutta e addolorata la madre dello studente finito in manette. La donna ha inviato una nota in cui respinge le accuse che sono state mosse nei confronti del figlio. «Alcuni media lo hanno addirittura chiamato “stupratore seriale”, prima ancora che siano stati accertati i fatti denunciati e le modalità con cui sarebbero avvenuti», dice la donna. «I due ragazzi», spiega la mamma di Marco, nome di fantasia dato al giovane dai carabinieri, «si erano conosciuti nel 2016 e avevano iniziato una relazione sentimentale. Infatti anch’io conoscevo la ragazza. Mio figlio non l’ha mai costretta ad avere rapporti sessuali con lui contro la sua volontà né tantomeno ad averli con terze persone. L’immagine e la reputazione di mio figlio e di tutta la mia famiglia sono state distrutte in poche ore sulla base di accuse che ad oggi sono tutte da dimostrare. Vi è stato un clamore mediatico eccessivo in spregio alla necessità di preservare l’incolumità fisica e psichica di tutti i minori coinvolti in questa vicenda».
GLI INTERROGATORI. Oggi saranno Marco e il suo amico a fornire al giudice la loro versione dei fatti. Marco è assistito dagli avvocati Antonello e Giovanni Cerella. L’amico è difeso dall’avvocato Colantonio di Pescara. «Il mio assistito è molto provato. Ha solo 17 anni e le accuse che gli vengono rivolte sono molto gravi», dice l’avvocato Antonello Cerella.
LA VITTIMA. Intanto la ragazza sta cercando di riprendere una vita normale. Ha ripreso a studiare e con l’aiuto della famiglia cerca di rimuovere il dramma vissuto. «Ciò che i genitori della ragazza vogliono è la sua serenità», dice il legale che assiste la vittima, l’avvocato Fiorenzo Cieri. Non è escluso che dopo l’interrogatorio di garanzia venga disposto un incidente probatorio. «In ordine alle scelte processuali attendiamo gli sviluppi delle indagini», dice Cieri. Trattandosi di processo minorile non è ammessa la costituzione di parte civile.
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