«Mio figlio è autistico, la Regione mi aiuti»

15 Novembre 2014

Appello di una madre: «Va preso in cura subito, se mi dicono no lo porto all’assessore Paolucci»

VASTO. Da due mesi non riceve cure adeguate. Gli appelli alla Regione fatti dalla madre sono caduti nel vuoto. E intanto lui peggiora. Solo per miracolo la famiglia ha evitato che si buttasse giù da un balcone. Il protagonista della storia è un giovane di 22 anni affetto da una grave forma di autismo che richiede cure particolari applicate da personale specializzato.

«Angelo se non si sente protetto diventa ansioso e l’ansia si trasforma in violenza. Non è facile calmare un giovane alto 1 metro e 98 centimetri», afferma la madre Luciana Santarelli. Il legale della donna, l’avvocato Angela Pennetta, ha invitato il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, ad intervenire in qualità di commissario ad acta alla sanità autorizzando il centro specializzato per le forme di autismo, il Cireneo, a prendersi cura del giovane. «Se non avverrà in 48 ore porteremo il giovane davanti all’assessore alla sanità, Silvio Paolucci, così si renderà conto dell’urgenza del provvedimento», afferma la Pennetta.

Nelle ultime settimane il ventiduenne è peggiorato rapidamente per mancanza di cure appropriate. Qualche giorno fa colto da un raptus, ha picchiato un assistente sociale e la madre. La donna è disperata e lancia un nuovo appello all’assessore regionale alla sanità, Silvio Paolucci. «Assessore, intervenga prima che accada una tragedia. Perché la Regione è disposta a pagare la mobilità in strutture di fuori regione che non sono idonee e non prende in considerazione le strutture private del Chietino specializzate per l’autismo?», domanda Luciana Santarelli. «Assessore Paolucci, se ritiene la nostra preoccupazione non veritiera o esagerata le porteremo il ragazzo», avvisa la madre. «Mio figlio può guarire solo in una struttura residenziale dedicata a persone che hanno i suoi problemi: non lo dico io ma i medici che lo hanno seguito. Fra loro il professore Vincenzo Montagano».

Per la madre è sempre più difficile gestire i disturbi del comportamento del figlio. I responsabili e gli operatori del Cireneo cercano di aiutarla. La struttura ha in carico il giovane dalle 9 alle 15. «Dopo si scatena l’inferno», racconta la madre. «È assurdo che i malati di autismo debbano andare in Germania e l’Abruzzo che ha una struttura adeguata e pronta dal 2009 non autorizzi le cure dei malati in quel centro». (p.c.)

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