Mirò, adesso riparte la battaglia legale per le autorizzazioni

19 Marzo 2022

Le associazioni di ambientalisti e commercianti unite: «Opera illegittima, presentiamo osservazioni negative»

CHIETI. Contro la realizzazione del nuovo parco commerciale Mirò, nell’area di Megalò, riparte la battaglia delle associazioni ambientaliste e del commercio e scende in campo anche il Forum H2O. Dopo la decisione del Comitato regionale per la valutazione dell’impatto ambientale (Via) che ha riavviato l’iter per richiedere i permessi necessari alla costruzione degli edifici commerciali, il Forum interviene sull’avvio della procedura “a sanatoria” postuma, cioè a opere realizzate, resa possibile grazie a una ordinanza del Tar che si è espresso nell’ambito di un ricorso promosso dalla ditta bergamasca Sile Costruzioni, proprietaria del terreno. Per il Forum H2O ora è riaperta la fase della partecipazione del pubblico al procedimento, di qui l’invito a presentare osservazioni negative sull’opera: «È fondamentale inviare subito osservazioni negative e chiunque può inviare un proprio intervento», dice l’associazione ambientalista, «poi il Comitato Via deciderà se dare parere favorevole o negativo sulla Via postuma ovviamente ci aspettiamo che il Comitato dica un secco no ben argomentato. A quel punto è ovvio che si aprirà una battaglia giudiziaria in sede amministrativa da parte dei favorevoli e dei contrari a seconda del risultato. Esistono a nostro avviso fondate ragioni per ritenere illegittimi alcuni passaggi del procedimento, per cui sarà bene far valere tutte queste criticità».
Sempre secondo il forum abruzzese dei movimenti per l'acqua, «la Sile Costruzioni nel Comitato Via della Regione ha anche riportato un’altra vittoria non da poco, cioè di poter avviare la Via esclusivamente sulla base degli articoli 23-24-25 del Testo Unico dell'Ambiente. Non dovrà quindi procedere con il ben più complesso articolo 27-bis che prevede il rilascio con la Via del Provvedimento ambientale unico regionale (Paur). Una questione non da poco, perché lascia inalterati tutti gli altri pareri e autorizzazioni». Secondo il Forum H2O «serve un intervento sulla Commissione Europea per far bocciare questa norma italiana che snatura la Via».
Anche il Wwf Chieti Pescara presieduto da Nicoletta Di Francesco è pronto alla battaglia. L’avvocato ambientalista Francesco Paolo Febbo era già stato ascoltato nella riunione del comitato Via di giovedì e aveva espresso le proprie ragioni per conto del Wwf e delle altre associazioni teatine del commercio. «La Via postuma non è possibile per questo tipo di opera», dice, «perché è prevista solo per opere che sono già state realizzate, in totale o in parte. Inoltre ci sono giudizi del comitato Via negativi che, a nostro avviso, non sono superabili».
Per l’avvocato Febbo, inoltre, non ci sarebbero i presupposti giuridici per autorizzare l’intervento perché il Prusst (Programma di riqualificazione urbana e sviluppo sostenibile del territorio) «è stato riapprovato solo per la parte pubblica ma è scaduto per la parte privata. Oltre al fatto», conclude l’avvocato, «che non ci sono più i titoli autorizzativi perché sono ancora intestati al vecchio proprietario del terreno, la Sirecc». Secondo l’avvocato, dunque, il comitato Via non potrà mai concedere i permessi chiesti da Sile per portare a termine gli edifici commerciali. Sulla stessa linea anche il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale Mauro Febbo, anche lui contrario sin dall’inizio al progetto. Sulla voltura dei titolo autorizzativo, il consigliere regionale dice che «i manufatti sono stati realizzati sulla base di una voltura di titoli abitativi della Sirecc alla Sile Costruzioni illegittimamente autorizzata da una conferenza di servizi indetta dal Comune di Cepagatti nel 2018, i cui esiti sono stati annullati in primo e secondo grado dalla giustizia amministrativa».