Mistero in cattedrale, trovata una scultura: «È un busto rimosso»

Ortona. L’opera, del 1950, era in uno degli spazi all’aperto Don Roberto: il 3 luglio qui un inviato del Vaticano spiegherà
ORTONA. Un “mistero” aleggia nella cattedrale di San Tommaso. Si tratta del caso del busto rimosso. Una storia affascinante quella raccontata dal parroco don Roberto Geroldi e che sarà svelata in tutti i suoi dettagli lunedì 3 luglio, giorno della festività liturgica in onore di san Tommaso apostolo nel momento dell’ingresso nella cattedrale della marcia. Ad accendere i riflettori su questa curiosa vicenda è stata appunto la scoperta del parroco di San Tommaso, che ha raccontato: «Nei lavori di riordino e ordinaria manutenzione degli spazi all'aperto dietro la cattedrale, recentemente è riemersa una testa di marmo bianco ingrigita dal tempo. Due occhi spalancati e poi, a guardar bene, uno zucchetto sulla nuca. Preso dalla curiosità ho continuato a cercare, come un bimbo attratto e affascinato da una vera caccia al tesoro, finché non è apparso un busto decapitato. Non poteva che essere la parte mancante e indispensabile a sorreggere la testa. Essendo troppo pesante con l'aiuto di padre Thomas l'abbiamo girato ed è apparsa, ancora riconoscibile, una ben decorata croce pettorale».
Una scoperta che ha lasciato don Roberto molto colpito, come si evince dalle sue parole. Tante le domande che si sono posti i due sacerdoti nel momento del ritrovamento: «Quale personalità poteva essere stata ritenuta così scomoda da essere stata in principio onorata addirittura da un busto e poi definitivamente rimossa e abbandonata», ha continuato il parroco, «abbiamo fotografato i reperti e ne abbiamo sottoposto l'indagine ai nostri storici cittadini, tra cui Elio Giannetti che, senza esitare troppo, ha dato il suo responso».
Quello che al momento si conosce di questo busto è che è stato scolpito nel 1950 da un artista romano e commissionato dalle autorità cittadine con il beneplacito dell’allora Capitolato della cattedrale. Un vero e proprio “mistero” che incuriosisce non solo i fedeli ma gli appassionati alla storia cittadina. «Tutto faceva supporre si trattasse di un vescovo, forse ortonese e che il busto riscoperto facesse parte di un monumento funebre», ha spiegato don Roberto, «abbiamo già un busto in bronzo nella sala capitolare di monsignor Pacifico Perantoni, verosimilmente poteva anche essercene un altro in marmo, di un'altra carica ecclesiastica. Ma la realtà ha superato la nostra immaginazione». Il 3 luglio, per l’occasione, presenzierà un’alta personalità dalla Città del Vaticano.
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