«Misure anti-ebola anche a Chieti»
Di Paolo al sindaco: gli immigrati africani vanno visitati, poi accolti
CHIETI. «Anche a Chieti si attivino misure straordinarie contro il virus Ebola, con ordinanze, controlli sui profughi provenienti dall'Africa e misure straordinarie». E' l'appello del consigliere comunale Marco Di Paolo, capogruppo del Gruppo misto, che ha chiesto, tramite una lettera aperta al sindaco Umberto Di Primio, di «adottare provvedimenti, sul modello di quelli già adottati da altri importanti comuni quali Padova, che vietino accoglienza e dimora a tutti i profughi provenienti dall’Africa che non abbiano un certificato medico a garanzia del loro stato di salute e di accertare le condizioni di salute di quei profughi già accolti presso le strutture ubicate sul territorio comunale». «Senza voler ingenerare inutili allarmismi» scrive Di Paolo «ritengo sia di fondamentale importanza non essere colti di sorpresa o, peggio, impreparati di fronte al possibile diffondersi di importanti malattie infettive, in particolare del virus Ebola, facendo tutto quello che è necessario per salvaguardare da qualsiasi rischio la popolazione. Il sindaco è l’autorità sanitaria locale ed è quindi responsabile della salute dei cittadini. Può, pertanto, emanare ordinanze specifiche, qualora si verifichino emergenze sanitarie o di igiene pubblica. Il crescente allarme» aggiunge «causato dall’epidemia di ebola, unitamente alla diffusione di malattie da tempo debellate, quali ad esempio la scabbia, con particolare rischio per i minori, gli agenti delle forze dell’ordine e i sanitari, impongono misure straordinarie». (d.d.l.)
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