Mobbing, ex preside dell’alberghiero assolto

Villa Santa Maria, il dirigente era accusato di abuso e maltrattamenti nei confronti di un professore
VILLA SANTA MARIA. Assolto con formula piena. Perché il fatto non sussiste. Questa la sentenza del collegio presieduto dal giudice Francesco Marino nei confronti di Antonio Di Lello, 69 anni di Villa Santa Maria, ex dirigente dell’istituto alberghiero del paese accusato, proprio nella sua posizione di preside, di abuso di ufficio e maltrattamenti verso un insegnante del convitto annesso all’istituto.
Una vicenda iniziata un anno fa con il rinvio a giudizio dell’ex dirigente perché, per l’accusa “nello svolgimento delle sue funzioni intenzionalmente avrebbe procurato ad un insegnante/educatore in regime di part- time, un ingiusto danno patrimoniale consistente nella percezione di una retribuzione non commisurata all’attività lavorativa prestata, nonché nei mancati introiti per l’impedito esercizio della libera professione debitamente autorizzata di consulente. In particolare con appositi ordini di servizio assegnava all’uomo mansioni aggiuntive, straordinarie, disponeva il recupero delle ore di assenza nonostante fosse giustificata”. In aula invece è stato dimostrato che non c’è stato alcun abuso. Tanto meno maltrattamenti.
«Avrebbe applicato una serie abituale e volontaria di atti di vessazione fisica e morale"diceva l 'accusa "verso l’insegnante assumendo sistematici comportamenti ostili, umilianti e lesivi della dignità personale. Nell’ambito di un ispezione ministeriale, poi, l’ex dirigente avrebbe omesso dolosamente di consegnare alla finanza atti relativi al rapporto lavorativo dell’educatore verso il quale è stato aperto un procedimento disciplinare per violazione dei doveri funzionali”. Alcuno di questi maltrattamenti è emerso in aula tanto che lo stesso pubblico ministero ha chiesto l’assoluzione dell’uomo, sentenziata poi dal collegio.
Teresa Di Rocco
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