Moglie e marito rapinati in casa: s’indaga sui ricettatori di orologi

15 Marzo 2024

FARA FILIORUM PETRI. Le indagini sull’assalto armato nella villa dei coniugi Pieragnoli, minacciati e picchiati senza pietà per quattro ore a Fara Filiorum Petri, guardano anche ai ricettatori che...

FARA FILIORUM PETRI. Le indagini sull’assalto armato nella villa dei coniugi Pieragnoli, minacciati e picchiati senza pietà per quattro ore a Fara Filiorum Petri, guardano anche ai ricettatori che potrebbero aver già preso in consegna i preziosi orologi portati via dalla banda insieme a gioielli di pregio e a circa 90.000 euro in contanti. L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica di Chieti Lucia Anna Campo, è condotta dai carabinieri.
LA RETE DEI RICETTATORI
Individuare chi è venuto in possesso degli orologi, con l’obiettivo di piazzarli nei circuiti illegali, potrebbe infatti consentire ai militari dell’Arma di risalire l’intera catena criminale, fino a giungere all’identificazione dei rapinatori che – nella notte tra lunedì e martedì – hanno mandato all’ospedale l’imprenditore Massimo Pieragnoli, 71 anni, e la moglie Angela Di Giovanni (64), presi a calci e pugni, legati mani e piedi con le fascette da elettricista e chiusi in bagno per evitare che potessero lanciare l’allarme nei minuti immediatamente successivi alla fuga del commando armato di pistola e coltelli. Un colpo così importante si pianifica subito allestendo un serio e articolato piano di vendita. E informando i ricettatori, appunto.
LA CACCIA AL BASISTA
Secondo le vittime, gli assalitori avevano un accento slavo. Di certo, si tratta di professionisti del crimine, entrati in azione dopo aver studiato nei minimi dettagli i movimenti della coppia. La pista, scontata, è quella di chi è già conosciuto alle forze dell’ordine. In ogni caso, non può esistere una rapina di questa portata senza un basista. E indicazioni determinanti sono di sicuro arrivate da chi conosceva le abitudini dell’imprenditore e, soprattutto, la sua passione per gli orologi, custoditi in una delle due casseforti presenti nell’abitazione.
il traffico telefonico
Indagine difficile anche perché – prima di dileguarsi e fare perdere le tracce grazie a un’ora di vantaggio sulle forze dell’ordine (tanto hanno impiegato i coniugi per liberarsi dalle fascette da elettricista e lanciare l’allarme) – i banditi hanno cancellato ogni traccia cospargendo di candeggina le superfici dell’abitazione. Senza considerare che, al momento dell’irruzione, le telecamere della villa non erano attive. In questo contesto, potrebbe risultare determinante l’analisi delle celle telefoniche. (g.let.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.