Molestie sessuali su un’alunna, prof assolto

Il docente era finito sotto processo dopo la denuncia di una 13enne. I giudici: «Il fatto non sussiste»
CHIETI. La più infamante delle accuse, quella di aver approfittato della propria condizione di docente per palpeggiare il fondoschiena di un’alunna di 13 anni, è caduta definitivamente. Una «violenza sessuale» dalla quale il tribunale di Chieti ha assolto «con formula piena perché il fatto non sussiste» un professore di scuola media di 69 anni, nel frattempo andato in pensione. La procura aveva chiesto la condanna a un anno e otto mesi di reclusione. Ma i giudici (presidente Guido Campli, a latere Chiara Di Gerio e Giulia Colangeli) hanno accolto la tesi dell’avvocato Ottavio Argenio, difensore dell’imputato. Nello stesso processo è stata assolta dal reato di tentata violenza privata una professoressa che, in base all’accusa iniziale, aveva minacciato la ragazzina per mantenere segreta la vicenda e indurla a non presentare denuncia.
«L’episodio è avvenuto nel 2018», ricostruisce l’avvocato Argenio, «durante la ricreazione, quando il docente stava per lasciare l’aula per il cambio di materia. Già nel corso dell’interrogatorio, l’imputato ha chiarito in maniera precisa la sua posizione, affermando di ricordare esattamente quanto avvenne quel giorno, proprio a causa della reazione che l’alunna ebbe rispetto a una semplice richiesta tesa a riportare un po’ di ordine nella classe».
Più nel dettaglio: «Il professore ha riferito che, al fine di invitare la ragazza a tornare al proprio posto, le mise una mano sulla spalla, come a volerla accompagnare, e che a quel gesto l’alunna rispose con toni alterati e aggressivi, dicendo: “Non mi tocchi, altrimenti la denuncio”, manifestando quindi una reazione del tutto sproporzionata rispetto a una richiesta tutto sommato normale, proveniente dal docente. Il professore ha spiegato che, solo a distanza di due giorni, in occasione del colloquio con i genitori, apprese dalla madre dell’alunna delle accuse che gli erano state rivolte dalla minore. In quella circostanza, la donna si scagliò contro di lui accusandolo, senza mezzi termini, peraltro davanti ad altri genitori e insegnanti, di aver toccato i glutei della figlia. Il docente», conclude l’avvocato, «ha respinto fin da subito quelle gravissime accuse, rifiutando anche di scusarsi con l’alunna, ritenendo di essersi comportato come sempre, cioè con estrema correttezza nell’adempimento delle sue mansioni di educatore». (g.let.)
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