Molino Alimonti riprende la produzione

L’azienda riparte nelle mani del Casillo Group di Corato. In fabbrica una decina di lavoratori dell’ex stabilimento fallito
ORTONA. La Molino Alimonti sta ripartendo. L’azienda, negli scorsi mesi finita nelle mani della società Molino dell’Adriatico, facente capo a Casillo Group di Corato, fra i maggiori “Market Maker” del mondo nel settore del grano duro, che se l’è aggiudicata in affitto per due anni, sta pian piano riprendendo le attività. Una buona notizia, che fa ben sperare in vista del futuro. Al momento non si tratta di una produzione a pieno regime, ma ad Ortona sono già una decina i lavoratori che sono rientrati a lavorare all’interno dello stabilimento. L’offerta di affitto con possibilità di acquisto presentata dalla Molino dell’Adriatico e validata dal giudice Nicola Valletta del tribunale civile di Chieti-sezione fallimentare, aveva riguardato gli stabilimenti di Roma, Ortona e Guardiagrele, improntati alla produzione di sfarinati di grano tenero.
Il lavoro in questi siti si tramuterà per l’azienda di Corato, oggi leader nella trasformazione e movimentazione del grano duro e recentemente insignita del Premio Industria Felix in quanto migliore impresa di Puglia, in un potenziamento della capacità produttiva. Si avrà ovviamente, come confermato dallo stesso Casillo Group, un occhio di riguardo nei confronti del tessuto sociale e delle potenzialità economico-industriali del territorio in cui si sta iniziando ad operare.
«Attingeremo dalla forza occupazionale dell’ex Alimonti» aveva detto Domenico Mazzilli, rappresentante legale del gruppo pugliese, subito dopo la formalizzazione del contratto d’affitto. Anche i sindacati erano apparsi fiduciosi in un successivo incontro che c’era stato a luglio tra le parti: «Mi è sembrata un’azienda abbastanza determinata nelle idee, e probabilmente ad agosto rivedremo i primi pacchetti di farina a marchio Alimonti», aveva commentato Franco Pescara, della Fai-Cisl. Pacchi di farina che in realtà non sono stati ancora realizzati, ma il ritardo al momento non sembra preoccupare più di tanto i sindacati. «Abbiamo richiesto un incontro con l’azienda», ha spiegato proprio Pescara, «per programmare tutto ciò che riguarda i lavoratori. Aspettiamo che ci convochi».
«Molino dell’Adriatico si sta confermando fino a questo momento una società seria, e il fatto che le prime persone tornate a lavoro siano figure professionali impiegate nell’ex Alimonti, ci fa essere fiduciosi», ha aggiunto Ada Sinimberghi, della Flai-Cgil. Ad oggi parrebbe che si stia ancora mettendo in moto la macchina operativa, con la riaccensione e la preparazione dei macchinari dopo un lungo periodo di fermo. Ma al più presto questi dovrebbero tornare a produrre farina. Il tutto a poche settimane dalla scomparsa dell'imprenditore Leonardo Alimonti.
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