Mondo del lavoro e depressione «Aiuti a 50 soggetti vulnerabili»

18 Aprile 2024

Al via “Ancora avanti salute mentale”: sinergie fra gli enti pubblici e le famiglie con disabili psichici Il sindaco Ferrara: così rendiamo autonomo chi soffre. L’assessore Giannini: solitudine da abbattere

CHIETI. Mondo del lavoro e disagio mentale, due realtà troppo spesso lontane, la cui distanza si cerca di accorciare con politiche di sostegno e inclusione verso chi è affetto da problemi psichici. È questo l'obiettivo del progetto "Ancora avanti, salute mentale", finanziato dalla Regione e curato da storiche associazioni che operano nel settore, quali Cosma e Percorsi, in collaborazione con i Comuni partecipanti e le Asl di riferimento. Il progetto è stato presentato ieri mattina dal sindaco Diego Ferrara, dall’assessore alle politiche sociali Alberta Giannini, dai responsabili delle associazioni Cosma, Tiziana Arista, e Percorsi, Eugenio Di Caro, e da Marco Alessandrini del Centro di salute mentale (Csm) di Chieti.
L'iniziativa mira al sostegno dei cosiddetti disabili mentali, dai 18 ai 65 anni, che risiedono nei comuni di Chieti, Pescara, Francavilla e altri centri minori della Val di Foro. L'obiettivo è di aiutarli a vincere l'isolamento in cui la malattia li costringe, a superare gli atteggiamenti discriminatori che spesso suscitano e aumentare le competenze richieste dal mondo dell'occupazione sull'uso di internet e del lavoro in rete, promuovendo una crescita dell'autostima e della loro autonomia. Insieme ad attività formative non mancheranno attività ricreative, culturali e sportive. Una pratica che nel suo complesso dovrebbe, dunque, favorire l'inserimento occupazionale di chi ha problematiche psichiche. Da sindaco e da medico, Ferrara plaude all'iniziativa e sottolinea come il progetto punti «a rendere autonomo chi ne è destinatario», soprattutto in un momento in cui la malattia mentale sembra progredire.
I numeri sono in crescita, come attesta Alessandrini, soprattutto tra i giovani: il Csm di Chieti ha in cura circa 5mila utenti, la maggior parte dai 25 ai 30 anni. «Lo stato depressivo», dice il medico, «è causa di morte anche più dell’infarto, perché il paziente si lascia andare e le criticità finiscono col colpire tutti gli organi e creare vulnerabilità generalizzate. Abbiamo bisogno di progetti come questo perché possiamo agire in modo più capillare sul territorio. Il farmaco è uno strumento, non l’obiettivo».
L'assessore Giannini rimarca inoltre come sia «necessario scardinare la solitudine delle famiglie e dei caregiver, vale a dire di chi si prende cura dei disabili mentali, e mettere insieme le forze per dare il massimo della risposta possibile. Le giornate delle persone con patologie psichiatriche vanno riempite, va migliorato il benessere di tutti. E il Comune di Chieti è felice di partecipare a questa iniziativa».
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