Monte Pallano, fulmine devasta il centro visite con il ristorante

22 Aprile 2017

L’incendio è stato innescato da un corto circuito causato, quasi certamente, dal maltempo Distrutte le due strutture gestite dalla cooperativa Gaia. Il sindaco: giorno nefasto per il territorio

TORNARECCIO. Distrutti dalle fiamme il centro visite e il ristorante “Il ristoro dei Paladini” a Monte Pallano. Il rogo, secondo i primi accertamenti dei vigili del fuoco, non dovrebbe essere doloso. Le cause sarebbero riconducibili a un corto circuito causato, presumibilmente, da un fulmine. I danni sono ingenti: delle due strutture, gestite dalla cooperativa Gaia, non rimane più niente. Tutto era pronto per iniziare una nuova stagione con prenotazioni e iniziative. Adesso ci sono solo cenere e materiale riarso, e tanta desolazione. Il Parco archeologico naturalistico di Monte Pallano è stato istituto nel 2000 dalla Soprintendenza per i beni archeologici dell’Abruzzo. Monte Pallano è stato riconosciuto area Sic, cioè sito di interesse comunitario la cui gestione appartiene ai Comuni di Tornareccio (capofila), Atessa, Archi, Bomba e Colledimezzo. Ad accorgersi dell’incendio -dalla zona si sprigionava un’alta colonna di fumo- è stato un abitante della frazione di Santo Stefano, a Tornareccio, che ha dato l’allarme. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco di Casoli e i carabinieri. Desolato il sindaco di Tornareccio Remo Fioriti: «Per noi e il territorio è una giornata nefasta, le strutture andate a fuoco erano uno dei nostri fiori all’occhiello». Lì dove fino a l'altro ieri c’erano strutture, attività, macchine che arrivavano e partivano, programmazioni, da ieri mattina ci sono solo desolazione e un odore acre che ancora non decide di abbandonare quella natura incontaminata. Adesso la zonadovrà essere bonificata, poi si vedrà il da farsi. Ma una sola è la volontà: quelle strutture devono rinascere. Certo non sarà facile. È il giorno dello sconforto. Piange il sindaco Fioriti, piangono Patrizia, Ivana e Pina della cooperativa Gaia. Il rogo ha cancellato anni di sacrifici e speranze che si realizzavano giorno dopo giorno perché il centro visite, il ristorante, le aree attrezzate e i servizi vari, erano diventati un luogo culturale, naturalistico e archeologico. Il Centro di documentazione e visite, realizzato dalla Soprintendenza per i beni archeologici dell’Abruzzo, era anche Centro di educazione ambientale, riconosciuto dalla Regione Abruzzo come centro di interesse regionale. Il Cea propone: laboratori didattici in ambiente; percorsi educativi e progetti nelle scuole; soggiorni verdi per la scuola; campi estivi; divulgazione ambientale. Monte Pallano domina la media e bassa valle del fiume Sangro e rappresenta il rilievo più imponente dell’Abruzzo meridionale. Tracce di frequentazione risalenti al paleolitico ed al neolitico sono state rinvenute sia sul versante occidentale che su quello orientale del monte. I resti più imponenti sono tuttavia le Mura Megalitiche, del VI-IV secolo a.C., una imponente fortificazione realizzata con massi di calcare locale. I locali e il ristorante erano di proprietà della Comunità montana Sangro-Vastese. «C’è un senso di vuoto, di devastazione, perché quelle strutture sono il luogo della memoria, un anello di congiunzione tra archeologia, natura e scuole», afferma il sindaco Fioriti, «adesso bisogna organizzarci perché una cosa è certa: tutto dovrà rinascere come prima e meglio di prima. Bisogna convocare tutti gli enti interessati e capire se il finanziamento già richiesto di 300mila euro (servivano per implementare le strutture già esistenti, ndc) possa essere utilizzato per iniziare a mettere su nuove strutture».

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