Monumenti cadenti E le strutture nuove sono già imbrattate

11 Febbraio 2018

Ortona. Scritte su staccionate e panchine del parco Ciavocco Erbacce sulle Mura caldoriane, dal Farnese cadono intonaci

ORTONA. Da poco inaugurato, è stato già imbrattato con scritte su staccionate e panchine, azioni che rimandano a bravate di ragazzi con poca coscienza civica. Il parco Ciavocco, uno dei nuovi simboli della bellezza ortonese, deve fare i conti con le prime problematiche legate alla mancanza di rispetto delle regole, nonostante ci siano, visto che recentemente è stata emessa un’ordinanza dal Comune di Ortona con cui si disciplinano i comportamenti da tenere all’interno di questo come di altri parchi pubblici. Si tratta di una “piccola macchia” su uno dei posti più rappresentativi della comunità, che va ad aggiungersi ad altre problematiche riguardanti ulteriori luoghi identificativi della città. Basta volgere lo sguardo verso il castello aragonese ad esempio, per accorgersi della frana del colle su cui si erge che ha trascinato con sé a valle parte della struttura. Una questione ormai nota, più volte sottolineata anche sulle colonne del Centro e che si trascina da anni. La facciata del maniero crollata è proprio quella esposta verso il mare, lì dove sorge la pista ciclopedonale che tanto successo sta avendo. Ecco perché oggi le “ferite” della fortificazione risultano ancor più sotto gli occhi di tutti, essendo la zona ormai frequentatissima da cittadini e turisti.
Si dice che l’occhio voglia la sua parte e di certo non è un bel vedere quel che si mostra davanti a un altro pezzo di storia ortonese. Parliamo dei resti di mura caldoriane, tratto della cinta muraria che il condottiero Giacomo Caldora costruì o restaurò nella prima metà del 1400. Si trovano praticamente nel centro urbano, a pochi metri da piazza Plebiscito, ma questa testimonianza storica è dimenticata da anni. Un cartello del Comune spiega cosa sono quelle mura su cui crescono - incontrollate - le erbacce. Sulla parete è incastonata una Madonna acefala con Bambino, si tratta di una probabile opera del Trecento, lì collocata con valore apotropaico. Ma la sua presenza passa quasi in secondo piano davanti alla vegetazione e alla piccionaia che si mostrano, con angoli di marciapiede perennemente sporchi di escrementi dei volatili.
Infine non se la passa bene nemmeno Palazzo Farnese, uno dei tanti edifici storici della città. Costruito per decisione di Margherita d’Austria su progetto di Giacomo della Porta, potrebbe apparire ancor più maestoso di quanto lo sia già ora con un intervento di manutenzione. All’esterno appaiono diversi cedimenti, calcinacci la cui caduta in passato ha richiesto anche l’intervento dei vigili del fuoco, i quali hanno buttato giù l'intonaco in bilico ripristinando di fatto tutte le condizioni di sicurezza. Le bellezze vanno curate.
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