Morì dopo il tuffo. La causa: annegamento

San Salvo. Vittima un camionista al porto turistico: conclusi gli accertamenti medico legali, il Covid non c’entra
SAN SALVO. La salma di Anatolii Lehenchuk, 41 anni, il camionista di origine ucraina annegato il 26 settembre tra gli scogli del porto turistico di San Salvo, può tornare a casa. Il sostituto procuratore di Vasto, Michele Pecoraro, ha dichiarato chiuse le indagini e concesso il nulla osta per il rimpatrio del corpo. Gli accertamenti eseguiti a Chieti dal medico legale Pietro Falco, hanno stabilito che l’uomo, anche se positivo al Covid-19, è morto per annegamento.
L’identificazione dell’uomo è stata fatta grazie ai documenti trovati dai carabinieri e dalla capitaneria di porto nella cabina di guida del Tir che il camionista aveva portato a San Salvo da Torino. L’autoarticolato, intestato a una ditta polacca , è stato riconsegnato all’azienda. Del ritorno a casa della salma di Anatolii Lehenchuk si sta occupando, invece, l’agenzia Preta. Essendo risultato positivo al Covid-19, il corpo del camionista sarà trasferito seguendo un rigido protocollo che dovrà essere verificato anche dal Consolato ucraino.
Tutte le persone che il giorno del recupero del corpo senza vita del camionista sono venute in contatto con lui, fortunatamente sono risultate negative al tampone, ma la paura è stata tanta. Lo stesso per il collega polacco che si era tuffato con lui in mare ma era stato salvato da alcuni pescatori.
I due camionisti non si conoscevano neppure. Dopo aver parcheggiato i Tir sul piazzale davanti alla Pilkington, nonostante le condizioni climatiche proibitive e un forte vento di maestrale, quel giorno decisero di tuffarsi in mare. Poco dopo è scattato l’allarme. I primi a vedere i due in difficoltà sono stati dei pescatori che poi hanno allertato l’autorità marittima, i carabinieri e il 118. Il camionista polacco è stato salvato. Di Lehenchuk si sono perse le tracce. Solo il giorno dopo è stato ritrovato il corpo. Trasferito all’obitorio dell’ospedale Santissima Annunziata e sottoposto ai controlli di rito, l’ucraino è risultato positivo al Covid-19. A quel punto al posto dell’autopsia è stata fatta una indagine virtuale e a seguire altri accertamenti che hanno escluso il decesso per il coronavirus. Ora finalmente la vicenda sta per concludersi. Una ditta specializzata riporterà in patria la salma del 41enne. (p.c.)
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