Morì nella caduta in moto Citata anche la Provincia

17 Dicembre 2014

Omicidio colposo a Castelguidone: prima udienza sul caso dell’operaio Pilkington Lo schianto forse per una buca. La famiglia parte civile. Imputato dirigente Anas

VASTO. Chiedono giustizia i familiari di Luigi Muscariello, 39 anni, l’operaio di Castelguidone morto un anno e mezzo fa sulla Provinciale 198 che collega il piccolo comune del Medio Vastese con la fondovalle del Trigno. Chiedono che vengano accertate dai giudici le responsabilità di M.C., delegato al servizio di vigilanza e manutenzione stradale dell’Anas, ma chiamano in causa anche la Provincia. Ieri mattina nel corso del processo a carico di M.C., difeso dall’avvocato Giovanni Cerella), accusato di omicidio colposo, la famiglia Muscariello, rappresentata dall’avvocato Incoronata Rizzi. si è costituita parte civile ed ha chiesto la presenza in aula del responsabile civile della Provincia. Questo particolare ha determinato il rinvio del procedimento penale a marzo. Quel giorno anche la Provincia dovrà difendersi in aula.

La vicenda è delicata e controversa. Le decisioni dei giudici potrebbero dare la stura a molte altre sentenze analoghe. Luigi Muscariello, operaio Pilkington e abile centauro, morì l’8 aprile 2013, otto giorni dopo un incidente motociclistico avvenuto il giorno di Pasquetta sulla strada provinciale 198 nel tratto che da Castiglione Messer Marino porta a Castelguidone. Muscariello era in sella alla sua moto, una Yamaha T max 500. Improvvisamente il motociclista perse il controllo della moto che sbandò e andò a schiantarsi contro il guardrail. Il motociclista proiettato sull’asfalto strisciò per diversi metri prima di finire contro il parapetto di metallo. Nonostante il casco l’uomo riportò un trauma cranico. Inutile il trasposto in elicottero a Pescara. Muscariello non si svegliò più dal coma.

Tante le ipotesi formulate subito dopo la disgrazia. La famiglia non ha mai creduto a una disattenzione o a una manovra sbagliata del motociclista. Luigi era troppo abile oltre che prudente. La sbandata improvvisa doveva essere stata per forza provocata da qualcosa. Secondo i carabinieri di Schiavi che indagarono sull’incident su incarico del sostituto procuratore Enrica Medori, a causare lo sbandamento della Yamaha fu una buca. La ruota finì nella buca e per il suo guidatore fu impossibile evitare la caduta.

M.C., delegato dell’Anas alla manutenzione, avrebbe omesso di segnalare la buca e non si sarebbe adoperato per rifare l’asfalto. Per questi motivi il dipendente Anas è accusato di omicidio colposo. Ora però viene chiamata in causa anche la Provincia.

Paola Calvano

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