Morì per l’ernia, chieste nuove perizie

11 Giugno 2020

Iniziativa del procuratore Di Florio dopo che il gip Pasquale ha rigettato la richiesta di archiviazione: indagati 13 operatori sanitari

VASTO. Morì dopo un intervento di ernia: il procuratore di Vasto, Giampiero Di Florio, dispone l’incidente probatorio sul caso di Lorenzo Di Nardo, 67 anni, di Fresagrandinaria. Dopo aver esaminato il rigetto della richiesta di archiviazione dell’inchiesta emesso dal gip Fabrizio Pasquale, Di Florio ha ritenuto necessario chiedere una nuova perizia. Le indagini medico legali, dovranno accertare il quadro clinico del paziente quando si è affidato ai medici per la rimozione chirurgica di un ernia, la natura dell’intervento e della successiva operazione valutando le modalità di esecuzione.
I periti dovranno esaminare diversi passaggi: fu giusto dimettere il paziente il giorno stesso del primo intervento nonostante chiedesse di pernottare in ospedale? Il primo intervento fu eseguito correttamente? Occorre stabilire se le complicanze derivate da una lesione intestinale possano essere imputate alla cattiva esecuzione dell’intervento. La Procura, nel corso dell’incidente probatorio, intende anche valutare la condotta assistenziale nel periodo post-operatorio, le terapie praticate, i controlli e le prescrizioni, i ruoli, le funzioni e le attività svolte.
Altro particolare da chiarire è se nel momento in cui il paziente è tornato in ospedale fosse possibile ricorrere immediatamente a un nuovo intervento senza la necessità di fare un’esame Tac, considerando che il 67enne era febbricitante e lamentava forti dolori addominali. Dall’esito dell'incidente probatorio potrebbero ricavarsi elementi fondamentali per stabilire la verità.
La Procura ha stabilito di affidare l’incidente probatorio a un collegio peritale formato da un medico legale e da uno specialista in chirurgia dell’apparato digerente. Nella vicenda sono indagati 13 operatori sanitari. Alcuni difensori si sono appellati alla Cassazione contestando l'approfondimento di indagini. Grande la soddisfazione degli avvocati dei familiari della vittima, Enrico Valentini e Pierpaolo Andreoni, decisi a non arrendersi. L’indagine dovrà essere, dunque, approfondita. Stando alle conclusioni della prima perizia legale, le cure per Lorenzo Di Nardo, furono congrue. Di Nardo morì a distanza di due giorni da una seconda operazione compiuta in seguito a complicanze insorte dopo un intervento di ernia. La perizia fu eseguita da un pool di otto anatomopatologi. Accanto ai periti della Procura, sei consulenti incaricati dagli indagati. In base alle conclusioni della perizia, non sarebbe emerso nulla di riconducibile a una conseguenza letale. Quando Di Nardo tornò in ospedale la Tac era rotta. Il paziente fu operato dopo una Tac fatta a Lanciano. La nuova perizia dovrà stabilire se il tempo perso per andare a Lanciano e tornare, ha aggravato la situazione.
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