Moretti indagato ben undici volte

2 Settembre 2019

Ben 11 volte è stato chiamato a rispondere del reato di diffamazione. E in due occasioni è stato già condannato a pene pecuniarie per aver offeso due assistenti parlamentari e il consigliere...

Ben 11 volte è stato chiamato a rispondere del reato di diffamazione. E in due occasioni è stato già condannato a pene pecuniarie per aver offeso due assistenti parlamentari e il consigliere regionale Pietro Smargiassi. Senza considerare gli altri guai giudiziari per i video diffusi sul web contro alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle. Ma Stefano Moretti (nella foto), indomito e vulcanico esponente del comitato cittadino antimafia, è convinto di avere sempre usato dei termini che non offendono nessuno. «In un caso sono stato querelato per aver usato gli aggettivi “l’innominato” e “il castellino”», ricorda Moretti. «Non sono affatto ingiurie. Il primo è un termine manzoniano, il secondo si riferisce all’origine della persona che stavo giudicando», insiste il diretto interessato. A difendere l’indagato sono gli avvocati Marisa Berarducci e Giuseppe La Rana . «Io credo», dice Moretti, «che il reato di diffamazione su Facebook dovrebbe essere discusso solo in sede civilistica e non penale». (p.c.)