Morta l’anziana ustionata con l’alcol

8 Settembre 2015

Ortona, doveva cucinare i peperoni: il decesso a Napoli. I figli: «Fate attenzione quando accendete la brace in quel modo»

ORTONA. Ha lottato per qualche giorno ma alla fine non ce l’ha fatta. È morta ieri mattina all’ospedale Cardarelli di Napoli, Giovina Nelida De Iure, 79 anni, che venerdì era stata protagonista di un drammatico incidente domestico nel quale aveva riportato ustioni sull'85% del suo corpo. Era successo tutto a Villa San Leonardo di Ortona, dove l’anziana stava preparando la brace per arrostire i peperoni e aveva utilizzato l’alcool per dar vigore al fuoco. Un gesto imprudente che ha innescato un ritorno di fiamma dal barbecue. Il primo ad accorgersi di quanto fosse successo era stato il figlio, che ha dato l’allarme. In pochi istanti dall’ospedale di Ortona era giunta l’ambulanza del 118, ma ai medici le condizioni della donna erano apparse molto gravi. La 79enne era stata trasportata all’ospedale di Chieti e poi trasferita con l’elicottero al Centro grandi ustioni di Napoli, dove è rimasta ricoverata in prognosi riservata. Il quadro clinico era critico e, seppur si sia tentato tutto il possibile per salvarle la vita, non c’è stato nulla da fare.

Ortona piange una donna conosciuta in città, impegnata in diverse attività sociali. La 79enne, infatti, era una donna di cultura e molto devota: è stata fondatrice e presidentessa dell’associazione “Libera età” della parrocchia di San Leonardo e seguiva le lezioni all’Università della terza età di Ortona. La famiglia le è stata accanto in questi terribili giorni, soprattutto i figli, Rosa Maria e Aldo Tenisci, con quest’ultimo che in passato ha ricevuto anche l'importante premio “28 dicembre”, assegnato a coloro che tengono alto il nome di Ortona. Aldo Tenisci, infatti, ha una prestigiosa carriera militare sulle spalle: ha svolto ruoli importanti nel periodo della guerra nell’ex Jugoslavia. E proprio dai figli della donna arriva l'appello affinchè nessuno usi più l'alcol per accendere il fuoco. Gli stessi figli, infine, fanno un ringraziamento: «Alla sanità pubblica, dall’ambulanza di Ortona arrivata subito al Pronto soccorso di Chieti, che ha gestito l’emergenza, fino all’elicottero che ha trasportato nostra madre a Napoli. Sono stati tutti competenti e gentili con noi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA