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Morte di Diomede Barchiesi, rilievi sul cellulare del 18enne

22 Agosto 2026

Al vaglio degli inquirenti chat, foto e video nel telefono del giovane di Fossacesia indagato per omicidio preterintenzionale

LANCIANO. Si scava anche nel cellulare del diciottenne di Fossacesia, indagato per la morte di Diomede Barchiesi, per chiarire i punti oscuri dell’aggressione avvenuta il 9 agosto scorso a Fossacesia marina. La procura di Lanciano ha disposto l’acquisizione della copia forense dei dati presenti sullo smartphone del ragazzo. Ieri mattina, all’indomani del funerale che ha visto la partecipazione di un migliaio di persone, l’accertamento si è svolto nella sezione cyber investigation dei carabinieri dell’Aquila. Gli investigatori passeranno al vaglio chat, messaggi, foto e video, con particolare riferimento alle ore successive all'aggressione, avvenuta alle 4.15 di domenica 9 agosto.

La famiglia Barchiesi, assistita dall’avvocato Maria Chiara De Fidelibus, ha nominato come consulente Davide Ciccarelli. Nessun perito è stato invece nominato dall’indagato, M.M., difeso dagli avvocati Rosario Di Giacomo e Alessandro Zaottini. Allo stato dei fatti al giovane viene contestato il reato di omicidio preterintenzionale. Le indagini, condotte dai carabinieri del Norm di Ortona e coordinate dalla procura frentana, procedono per ricostruire l’esatta dinamica dell'aggressione. Nei giorni scorsi una ventina di persone è stata sentita sull’accaduto. Quella notte Diomede Barchiesi e la moglie erano rimasti con il camper sul lungomare di Fossacesia, per stare vicini ai figli di 16 e 15 anni che partecipavano a una serata in un locale della movida.

Alle 4 le urla della figlia hanno attirato l'attenzione dei genitori, che sono corsi nel vicino parcheggio dove i ragazzi stavano discutendo accesamente con altri giovani. Secondo alcune testimonianze, Barchiesi ha tirato uno schiaffo al diciottenne che, come reazione, lo ha colpito al voto con un potente pugno (il giovane pratica kickboxing). Il cinquantenne, stordito dal colpo, è caduto a terra a peso morto, battendo violentemente la testa. Sarà l’autopsia a chiarire se la morte è stata conseguenza diretta del pugno, che ha provocato un’estesa frattura di mandibola e naso, oppure della caduta. Esami istologici e altri accertamenti verranno effettuati ai primi di settembre dal medico legale Cristian D’Ovidio e dai consulenti nominati dalle parti.

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