Morte in cantiere, tutti assolti
Un operaio cadde dall’impalcatura alla Laterlite: evento fortuito
LENTELLA. Sono trascorsi otto anni dal tragico incidente sul lavoro avvenuto nello stabilimento della Laterlite Spa l'azienda di contrada Coccette che produce argilla espansa. Quell'incidente costò la vita a Mario Ferrara 55 anni, un operaio di una ditta esterna. Il Tribunale di Vasto ha assolto il rappresentante legale della ditta per cui lavorava Ferrara, Pasquale Natale, il committente dei lavori, Mario Turetta e il dirigente e coordinatore dei lavori, Pierluigi Marino dall'accusa di omicidio colposo. I difensori, gli avvocati Giovanni Cerella, Emidio Guastadisegni e Perla Sciretti hanno dimostrato che la caduta mortale fu un evento imprevisto e affatto imputabile agli accusati. Ferrara morì per il distacco improvviso di un tirante. L'incidente costato la vita all'operaio originario di Montefalcone del Sannio si verificò il 1º settembre 2007. L'uomo che aveva mansioni di tubista cadde da un ponteggio. L'operaio morì all'ospedale di Pescara. Al momento dell'incidente stava lavorando per conto di una impresa esterna, specializzata in manutenzione. Cadde su un terreno da un'altezza di 2,40 metri. Trasportato in un primo momento all'ospedale San Pio, dopo gli accertamenti venne trasferito nel meglio attrezzato ospedale pescarese. Ma, nonostante la forte fibra, il suo cuore 24 ore dopo il ricovero cessò di battere.
Prima che i medici staccassero le spine i familiari, con un gesto di grande altruismo ed umanità, diedero l'assenso all'espianto degli organi che hanno ridato speranza ad altre persone. (p.c.)

