Morte in ospedale, archiviazione per dieci

6 Febbraio 2022

Paziente 84enne deceduto per la gravità di una patologia: il gip scagiona otto medici e due infermieri

VASTO. Il paziente morì per la gravità della patologia di cui soffriva e dell'età avanzata. Il gip del tribunale di Vasto Anna Rosa Capuozzo ha archiviato venerdì il procedimento penale a carico di 8 medici e 2 infermieri dell’ospedale San Pio accusati di non essersi occupati correttamente di un paziente di 84 anni morto dopo due ricoveri. La decisione della Capuozzo chiude una vicenda che ha visto coinvolto dieci sanitari di vari reparti dell'ospedale.
La vicenda risale a due anni fa e finì in Procura a seguito della denuncia presentata a marzo 2020 dalla moglie di un paziente morto in ospedale. L'anziana chiedeva venisse fatta luce sulla correttezza della condotta dei sanitari e in particolare del medico che lo avevano avuto in cura nei mesi antecedenti la sua morte. Il sostituto procuratore Michele Pecoraro decise di aprire un'inchiesta e dispose un incidente probatorio. Il gip conferì l'incarico peritale a un collegio di esperti composto dal professore Cristian d'Ovidio, specialista in Medicina legale, e dal professore Stefano Marinari specialista in Pneumologia. I periti al termine degli esami medico legali hanno dichiarato che la morte dell'84enne era dovuta a «un insufficienza cardiorespiratoria irreversibile combinata, indotta della cronica insufficienza cardiaca causata da una cardiopatia ipertensiva e fibrillazione atriale e dalla sopravvenuta polmonite virale in pregressa alveolite fibrosante idiopatica, ossia la formazione di tessuto cicatriziale all'interno dei polmoni». In sostanza, secondo gli accertamenti compiuti sulla documentazione sanitaria acquisita, non sono state rilevate condotte negligenti da parte dei sanitari o comunque comportamenti contrari alle linee-guida che un operatore sanitario dovrebbe osservare. Sia per quanto concerne il primo che il secondo ricovero nell’ospedale vastese.
In particolare, gli avvocati Pierpaolo Andreoni, Andrea Chierchia, Luca Damiano ed Emidio Gustadisegni, legali di alcuni indagati, nella loro tesi difensiva hanno rimarcato che per quanto concerne il trattamento nel reparto di Geriatria è stato ritenuto non necessario, conformemente alle linee guida internazionali, il trasferimento del paziente nel reparto di Terapia intensiva, tenuto conto della gravità della condizione dell'anziano con una grave fibrosi polmonare e altre patologie comparse durante il decorso clinico. Come precisato dei periti durante l' udienza preliminare, l'evoluzione peggiorativa della malattia che ha portato all'esito letale non era evitabile con trattamento e cure alternative. Per queste ragioni, sempre secondo gli avvocati difensori, l'accusa si è rivelata infondata e il gip ha ritenuto che il fatto non sussiste disponendo l'archiviazione del procedimento. (p.c.)
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