Morte nel cantiere, tre assoluzioni

Gissi. Muratore giù dal balcone: non ci fu omicidio colposo per gli imputati
GISSI. Assolti dall’accusa di omicidio colposo per non aver commesso il fatto. Guido D’Orazio, Luigi D’Orazio e Gianluca Cupaiolo non furono responsabili della morte di Domenico Colella, l’anziano muratore caduto da un balcone da un’altezza di sei metri, in un fabbricato in costruzione a Gissi. La tragedia avvenne il 21 ottobre 2010. Colella cadde dal secondo piano dell’immobile. Il cantiere era di Guido D'Orazio. Luigi D’Orazio era il committente dei lavori, Gianluca Cupaiolo il datore di lavoro. Il muratore venne trovato agonizzante sulla strada. Morì due giorni dopo nell’ospedale San Pio di vasto dove era stato ricoverato d’urgenza. Troppo gravi le lesioni. L’esame autoptico chiarì che la morte non sarebbe dipesa da un incidente stradale. I traumi chi avevano provocato il decesso erano la conseguenza di una caduta dal cantiere dei D’Orazio, a giudizio della polizia insicuro e privo di misure di sicurezza. La prima ipotesi, relativa a un investimento accidentale, non aveva mai convinto la polizia. Sul posto, oltre alla vittima, vi erano i due D’Orazio e nessun altro operaio.
«Non c’era nessun operaio perché quel cantiere era fermo. L’attività lavorativa era stata sospesa», hanno dichiarato al giudice del tribunale di Vasto, Italo Radoccia (nella foto a sinistra) i difensori degli imputati, gli avvocati Giovanni e Antonello Cerella.
«Domenico Colella era entrato nel cantiere per visitarlo non certo per lavorare e gli indagati non potevano saperlo proprio perché i lavori erano fermi da tempo».
La tesi difensiva unita ad altre testimonianze ha convinto il giudice che ha assolto tutti e tre gli imputati. (p.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

