Morti altri 3 anziani delle case di riposo

9 Aprile 2021

Erano stati contagiati nelle strutture Villa San Pio e Villa Novecento, deceduto anche un 43enne di Casoli con altre patologie

LANCIANO. Ancora lutti: tre a Lanciano, di anziani che erano ospiti delle case di riposo Villa San Pio e Villa Novecento, focolai Covid da alcuni giorni, e uno a Casoli, un 43enne affetto da altre patologie che non è riuscito a vincere la sua battaglia contro il Covid. Lutti che fanno salire i decessi nella seconda ondata in città a 65 e non alleviano la gioia per il calo dei contagi a 164 casi: non avveniva dal 9 novembre 2020.
DECESSI Sono giorni terribili per Lanciano che da lunedì ha visto ben 8 morti, 11 dall’inizio di aprile. Mai così tanti. E paiono senza fine. Anche ieri il bollettino regionale ha indicato altri decessi, legati alle residenze anziani: hanno perso la vita nell’ospedale di Chieti I.T., 77 anni originaria di Casoli, e A.F., nonno lancianese di 87 anni, che erano ospiti della residenza anziani Villa San Pio. Sono i primi due decessi della struttura dove i 17 ospiti contagiati erano stati trasferiti tutti negli ospedali per essere meglio assistiti. Ma il sindaco Mario Pupillo ha comunicato anche la morte di un’altra anziana che era ospite invece della residenza per anziani Villa Novecento, A.P. 91 anni. Con lei salgono a 4 le vittime della struttura. «Perdiamo nonni e nonne che rappresentano la storia, la memoria delle famiglie alle quali vanno le condoglianze mie e della città», dice il sindaco. A colpire poi non solo la comunità casolana è la morte di N.S., 43 anni, avvenuta all’ospedale clinicizzato di Chieti: l’uomo lascia la sorella, il padre e i nipoti. «Aveva patologie pregresse ed era assistito dalla nostra protezione civile», dice il sindaco di Casoli, Massimo Tiberini, «una brava persona. È una perdita dolorosa per l’intera comunità che si stringe attorno alla famiglia».
FOCOLAI E nella scia di lutti lancianesi, 65 nella seconda ondata (in media, c’è un morto ogni 2,5 giorni), un peso determinante le hanno le residenze anziani che, da scrigni di tesori fragili, nonostante le accortezze, sono diventate focolai Covid. In città da poco più di una settimana c’è un focolaio a Villa San Pio: 17 anziani, ora 15, tutti ricoverati negli ospedali. A Villa Novecento il focolaio c’è da una ventina di giorni e qui la prima dose di vaccino ha attutito le conseguenze più nefaste visto che erano 35 i positivi. Ora i 31 anziani rimastati sono in attesa di fare i tamponi di controllo, per vedere se ci sono dei negativi.
CONTAGI L’unico dato positivo in città è che sono scesi i casi: sono 164 e le quarantene 67. È il numero più basso degli ultimi mesi, non si registrava dal 9 novembre 2020 quando la seconda ondata ha avuto i primi aumenti dei contagi con il focolaio scoppiato all’Antoniano. Da allora, dopo alcuni picchi, i contagi si erano attestati sui 180, per salire vorticosamente da metà gennaio, e sfiorare a fine febbraio quota 400 con la città diventata anche zona rossa. Un dato quindi confortante, 164, ma che non deve far venire meno l’attenzione, come precisa Pupillo che ha chiesto alla Asl di attivare subito il Palamasciangelo per accelerare con i vaccini, l’unica vera arma contro il Covid.
PALAMASCIANGELO Alla richiesta del sindaco, la Asl ha risposto assicurando l’apertura della struttura dopo il 16 aprile. A Santa Rita possono essere operative fino a cinque linee di vaccinazione, ci sono parcheggi adeguati, senza barriere architettoniche e ci sono ampie aree d’attesa pre e post vaccinazione. Cose che mancano sia nel centro vaccinale di San Vito che nel laboratorio analisi del Renzetti dove si stanno vaccinando fragili e over 80.