«Morti nel fiume, è omicidio colposo»

6 Settembre 2017

È questa l’ipotesi su cui indaga la Procura di Pescara. I familiari dei coniugi di Scerni: percorso pericoloso e non segnalato

SCERNI . Omicidio colposo, per il momento, a carico di ignoti. È l’ipotesi di reato formulata dalla Procura di Pescara in merito alla tragica morte di Silvia D’Ercole e Paride Pirocchi (per tutti Giuseppe), la coppia annegata il primo maggio nel fiume Orta, a Caramanico.
«La Procura, accogliendo la richiesta mia e del collega Giuliano Milia, ha deciso di indagare sulla dolorosa vicenda che all’inizio pareva dover essere archiviata come tragica fatalità», dice l’avvocato Arnaldo Tascione, legale della famiglia D’Ercole. Il penalista, subito dopo il fatto, aveva presentato una denuncia alla Procura generale dell’Aquila, ipotizzando la responsabilità di chi avrebbe dovuto segnalare la pericolosità di un luogo costato già in passato la vita a tre studenti.
«La tragedia del fiume Orta, che ha portato via i genitori a due bambini di 8 e 5 anni, ripropone il problema irrisolto della carenza di cautele preventive contro il rischio di morte nelle zone turistiche di straordinaria pericolosità», dice il legale. Tascione e Milia hanno consegnato ai magistrati i risultati di una verifica dei luoghi fatta dall’ingegnere Lino Prezioso, esperto in fanghi, insieme all’architetto Gianfranco Antenucci. A loro Angela D’Ercole, testimone oculare della morte della sorella Silvia e del cognato, ha indicato il percorso fatto dalla coppia e che adesso è off limits.
«Il camminamento era privo di cartelli. C’era un lembo franato in corrispondenza di un precipizio. Il passaggio, però, era aperto a tutti. La zona avrebbe dovuto essere transennata e messa in sicurezza», è stata la conclusione degli esperti che ora la Procura pescarese sta valutando. Silvia, Giuseppe, i loro bambini e le altre tre persone che, il primo maggio, facevano parte della comitiva arrivata da Scerni, hanno seguito il percorso turistico che conduce alle “Marmitte” e che era indicato da una freccia. Gli avvocati Tascione e Milia e i periti hanno realizzato anche un dossier fotografico, che è stato consegnato alla magistratura e in cui si evidenziano le criticità e le presunte omissioni e si contesta l’ipotesi della tragica fatalità. Sul luogo della tragedia hanno compiuto sopralluoghi e accertamenti anche i carabinieri per conto della la Procura di Pescara e i colleghi della Forestale. «Fra qualche giorno andremo a Pescara per verificare come e in che direzione si muovono le indagini», fa sapere Tascione, «quella tragedia ha sconvolto due famiglie».
©RIPRODUZIONE RISERVATA