Morto all’improvviso: indagini nel riserbo

14 Luglio 2015

COLLEDIMACINE. «Le indagini continuano ma sono nel più assoluto riserbo. Non ci sono al momento indagati». Queste le parole del sostituto procuratore Anna Benigni, titolare dell’inchiesta aperta...

COLLEDIMACINE. «Le indagini continuano ma sono nel più assoluto riserbo. Non ci sono al momento indagati». Queste le parole del sostituto procuratore Anna Benigni, titolare dell’inchiesta aperta sulla morte di Giuseppe Di Stefano, 59 anni, di Colledimacine, dipendente del tribunale frentano. Morte avvenuta il 4 luglio scorso, presumibilmente per infarto, cinque giorni dopo, però, che si era fatto visitare in ospedale a Lanciano, per un forte dolore alla spalla. I medici gli avevano prescritto degli antidolorifici. A far aprire le indagini i familiari che vogliono capire meglio che cosa sia accaduto, se la morte poteva essere evitata con esami più approfonditi. Per ora la Procura ha aperto un fascicolo contro ignoti con l’ipotesi di reato di omicidio colposo e sta analizzando le cartelle cliniche e i documenti sanitari sull’uomo. Il magistrato non ha ancora disposto l’autopsia ma non è esclusa che possa essere fatta se serviranno ulteriori chiarimenti. Intanto si lavora sulle cartelle cliniche: dopo la visita in ospedale e la terapia antidolorifica, pare che Di Stefano continuasse ad accusare dolori e anzi se ne aggiunsero altri allo stomaco fino alla morte improvvisa avvenuta all’alba del 4 luglio.