Morto carbonizzato: in settimana l’autopsia

Roccamontepiano. Mazzi di fiori nel luogo in cui Nicola Di Crescenzo, 58 anni, è stato trovato in auto
ROCCAMONTEPIANO. Mimose, rose rosse e blu, iris e girasoli. Alle 11 di ieri, il guardrail della tragedia di venerdì scorso di Nicola Di Crescenzo, 58 anni, di Guardiagrele, trovato carbonizzato nell’auto in fiamme in cui era alla guida, è un altarino su cui piangere il familiare e l’amicone di tutti che non c’è più. Tre mazzi di fiori stretti nei nastri azzurri hanno superato le intemperie della notte prima e nella loro freschezza rilanciano la luce del volto di un uomo buono, legatissimo alla famiglia e a quanti gli hanno voluto bene. Un lumino a batteria fa capolino come a salutare con discrezione di chi si affaccia in questa strada che porta a località Pomaro, a poca distanza dal bivio per Roccamontepiano e Casalincontrada, vicino all’uscita della fondovalle Guardiagrele-Bucchianico.
Per il decesso di Nicola, titolare insieme al fratello di un’impresa edile a conduzione familiare, la procura della Repubblica di Chieti ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo. È un atto dovuto, disposto dal pubblico ministero Giuseppe Falasca, per consentire una serie di accertamenti, a partire da quelli medico-legali. Il fascicolo è a carico di ignoti. A condurre le indagini sul rogo sono i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Chieti, della sezione investigazioni scientifiche del comando provinciale e della stazione di Casalincontrada. Tra oggi e domani il pm affiderà l’incarico al medico legale Cristian D’Ovidio per eseguire gli esami radiografici e l’autopsia.
«Da sindaco e amico ringrazio quanti hanno espresso il loro cordoglio ai familiari di Nicola, e tutti coloro che lo hanno ricordato con parole di affetto e di stima. Abbiamo perso un amico», dice il sindaco Donatello Di Prinzio, «un lavoratore instancabile, altruista, un cittadino modello. Ho anche letto cose irripetibili, supposizioni, giudizi e dichiarazioni senza senso: bisogna rispettare il dolore della famiglia e della comunità, astenendosi dal dare giudizi che vanno solo ad aumentare il dolore. Una famiglia molto unita, che ha vissuto sempre con il lavoro onesto e col rispetto verso tutti. A loro dobbiamo dare solo la serenità, l'affetto e la vicinanza che meritano, per cui chiedo a tutti di aspettare in silenzio l'ultimo abbraccio a Nicola».
(cr.ch.)
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