Morto De Pamphilis, il signore del cinema

19 Ottobre 2022

Storico gestore dell’Excelsior in via Piave: sul suo palco salirono tanti artisti di fama. Aveva 82 anni

LANCIANO. Ebbe grande intuito l’ingegnere Antonio Cibotti ad affidare la gestione del cinema Excelsior, in via Piave, al giovane ragioniere Vittorio De Pamphilis, scomparso a 82 anni. «Un giovane preciso, intraprendente, corretto», disse Cibotti che, tra l’altro nel 1967 fondò anche l’hotel Excelsior. Vittorio De Pamphilis gestì il “suo” Excelsior dall’inizio degli Settanta e fu protagonista della vita culturale a Lanciano. Calcarono il palco di quel cinema artisti di fama come Gianni Morandi, Zucchero, Milva in coppia con Astor Piazzolla (era il 1991). Poi le operette e le compagnie teatrali. Quindi i concerti dell’Estate musicale frentana e i corsi musicali dell’associazione Amici della musica. Per esempio, nel 1976, ci fu un famoso concerto diretto da Riccardo Chailly, dal 2015 direttore musicale del teatro alla Scala di Milano. E Vittorio era l’attento e scrupoloso organizzatore di quell’Excelsior fino alla sua chiusura, all’inizio degli anni Novanta, quando al suo posto fu realizzato un centro commerciale. La sua infanzia non fu facile. Il padre, Domenico, invalido di guerra, morì quando Vittorio aveva appena due anni. La famiglia viveva a Santa Maria Maggiore. Mamma Filomena, venditrice ambulante, per tirare avanti affidò un figlio a una famiglia, un altro, il grande, lo tenne accanto a sé, e per il piccolo Vittorio si aprirono le porte di un collegio a Roma. Furono anni difficili, di privazione degli affetti e anche di fame. Ma fu comunque un periodo di studio e di formazione. De Pamphilis aveva un carattere mite, attento ai bisogni degli altri; lungimirante per le attività da intraprendere, non incline allo sconforto e pronto sempre a rimettersi in gioco. Spesso lo si incontrava dietro il bancone della storica merceria della moglie, “La casa del Merletto”, in corso Bandiera. Terminata l'esperienza del cinema Excelsior, occupò un ruolo attivo nell'università della Terzaetà "Vincenzo Bellisario" di Lanciano, di cui fu un punto di riferimento. Così come punto di riferimento lo è stato, e con il suo esempio lo sarà in futuro, per la moglie Anna, le figlie Katia e Barbara, e tutta la sua famiglia. (m.d.n.)