Morto dopo 3 interventi: c’è l’autopsia
Vasto. La Procura ha scelto 4 periti ma ci sono anche quelli dei 18 indagati
VASTO. Comincerà alle 8,30 questa mattina e sarà eseguita da un pool di 4 periti nominati dalla Procura, l’autopsia su Giustino Argentieri, 69 anni, il pensionato di Furci ed ex consigliere comunale morto dopo 3 interventi e 40 giorni di agonia, al San Pio. Ieri mattina il sostituto procuratore Gabriele De Lucia ha affidato l’incarico un medico legale, un urologo, un chirurgo e un rianimatore. Accanto al dottor Pietro Falco ci saranno oggi per la Procura, il dottor Raffaele Visini, il professore Salvatore Maggiore e il dottor Valerio Beatrice. All’autopsia assisteranno altri 20 periti, uno per ogni indagato (e in qualche caso due). Una pletora di esperti affollerà la sala settoria dell’ospedale clinicizzato di Chieti per dimostrare la buona fede di tutti i professionisti del San Pio che si sono occupati di Argentieri. La famiglia del pensionato è convinta del contrario e si è affidata a penalista romano, l’avvocato Enrico Valentini e all’avvocato vastese Alessandro Orlando. Va da sé che anche la parte civile avrà oggi dei periti che assisteranno all’autopsia. L’autopsia sull’uomo morto il 19 aprile scorso dopo tre interventi chirurgici e un ricovero in Rianimazione, è un passaggio fondamentale. I periti dovranno accertare la lesione o la causa letale ed eventualmente se fra i 18 indagati qualcuno non ha fatto il proprio dovere fino in fondo. Il pool di periti non fornirà risposte alla Procura prima di due mesi. La moglie di Argentieri, Lina, e le figlie Marianna, Angela e Silvia non si rassegnano e invocano giustizia. I difensori degli indagati sono certi della correttezza dei loro assistiti. «Medici e operatori hanno fatto il possibile per salvargli la vita», dicono gli avvocati Arnaldo Tascione, Antonello e Giovanni Cerella, Pierpaolo Andreoni e Alessio Mucci. (p.c.)
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