Morto in carcere, la verità sul decesso solo tra 90 giorni

VASTO. Un’insufficienza multiorgano che ha portato ad uno shock settico e all'arresto cardiaco. L'autopsia eseguita ieri a Pescara su Simone Maccarone, 52 anni, di Vasto, ha confermato la morte dell'u...
VASTO. Un’insufficienza multiorgano che ha portato ad uno shock settico e all'arresto cardiaco. L'autopsia eseguita ieri a Pescara su Simone Maccarone, 52 anni, di Vasto, ha confermato la morte dell'uomo per il cedimento del cuore. Per accertare tuttavia la causa dell'arresto cardiaco i periti hanno eseguito diversi prelievi a cui seguiranno accurate analisi, riservandosi di fornire i risultati fra 90 giorni. Ad eseguire l'autopsia su incarico della Procura di Pescara è stato il medico legale Davide Girolami della Asl di Teramo. Per le parti civili rappresentate dagli avvocati Francesco e Arnaldo Tascione e Fiorenzo e Anna Cieri, ha assistito alla perizia la dottoressa Maria Cristina Gervasi di Roma. I periti non si sono sbilanciati neppure con i familiari desiderosi di sapere perché Simone è morto e soprattutto se la sua morte poteva essere evitata. «Dobbiamo aspettare 90 giorni», ha confermato Fabio Maccarone, uno dei fratelli di Simone.
La madre del 52enne e i fratelli non si danno pace. Convinti che il regime carcerario non fosse più compatibile con le condizioni di salute di Simone a cui era stata diagnosticata una pericardite, tramite gli avvocati Tascione e Cieri avevano provato più volte ad ottenere la scarcerazione del 52enne. Simone è morto nel carcere di San Donato a Pescara, nella cella in cui era stato rimandato dopo un ricovero all'ospedale Spirito Santo di Pescara. «Mio fratello ora non c'è più. Noi chiediamo giustizia per lui», ha ripetuto Alessio Maccarone. Dopo l'esame autoptico, la salma è stata riconsegnata ai familiari per le esequie. Il rito funebre si terrà oggi pomeriggio alle 15 nella chiesa di San Paolo apostolo nell'omonimo quartiere. Il feretro arriverà in chiesa da Pescara. (p.c.)
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