Morto in grotta, il pm: omicidio colposo

8 Luglio 2020

La procura ricostruisce quanto avvenuto prima, durante e dopo la piena che ha ucciso il geologo di Arielli Alessio Carulli

CHIETI. Omicidio colposo. È il reato ipotizzato dal sostituto procuratore Fabiana Rapino nell’inchiesta sulla morte del geologo e speleologo Alessio Carulli, 42 anni di Arielli, travolto e ucciso da una piena improvvisa – sabato scorso – all’interno della grotta la Risorgenza di Roccamorice. Si tratta di un atto dovuto in vista dell’autopsia, che è stata affidata ieri mattina al medico legale Federica Marola: l’esame è in programma oggi. Al momento il fascicolo è a carico di ignoti.
L’obiettivo della procura di Pescara, dopo il sopralluogo del pm eseguito lunedì mattina, è ricostruire nel dettaglio quanto accaduto nella grotta prima, durante e dopo la piena che ha sorpreso Alessio e gli altri due speleologici che si trovavano con lui, Giuseppe Pietrolungo di Pianella e Stefano Farinelli di Genga (Ancona). Loro ce l’hanno fatta, anche se sono finiti in ospedale con un principio di ipotermia: i soccorritori sono riusciti a tirarli fuori dopo aver svuotato con le idrovore il primo sifone, ovvero un passaggio completamente allagato della grotta. L’acquazzone estivo durato neanche mezz’ora, invece, è stato una trappola fatale per Carulli, rimasto incastrato all’altezza del secondo sifone.
Erano in cinque ad essersi accampati da venerdì scorso a qualche centinaio di metri dall’ingresso della grotta, un gruppo abruzzese (dello Speleo club di Chieti) e un altro marchigiano. Un’esplorazione a turni, per proseguire un progetto avviato anni fa, ovvero vedere fino a quando la Risorgente s’infila nelle viscere della montagna. Fuori c’erano Lorenzo Di Giovanni e una ragazza. Proprio Di Giovanni ha lanciato l’allarme quando ha visto uscire dell’acqua, tanta, dalla grotta.
Tornando all’inchiesta, al momento tutto lascia ipotizzare che sia stata una tragedia senza responsabili. Ma la procura vuole comunque verificare ogni aspetto della vicenda. Bisognerà accertare, ad esempio, se occorrevano procedure specifiche o richieste di autorizzazioni per fare ingresso nella grotta. Le indagini sono state delegate ai carabinieri della compagnia di Popoli, agli ordini del capitano Giovanni Savini. Anche i vigili del fuoco del comando provinciale di Pescara, impegnati nel recupero degli speleologici insieme agli uomini del Soccorso alpino, consegneranno una relazione in procura. Oggi, dopo l’autopsia, verranno fissati i funerali, che potrebbero essere celebrati già domani ad Arielli, dove Alessio viveva con la famiglia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA