Morto in ospedale, via libera all’autopsia

17 Gennaio 2017

La tragedia di Giallonardo, 51 anni, deceduto cinque giorni dopo il ricovero: la Procura incarica l’esperto Angelucci

LANCIANO. Sarà il medico legale Domenico Angelucci di Lanciano ad eseguire l’autopsia sul corpo di Maurizio Giallonardo, 51 anni da compiere il prossimo 11 febbraio, morto dopo 5 giorni di ricovero nell’ospedale Renzetti, in circostanze da chiarire. Oggi il procuratore capo facente funzioni Rosaria Vecchi, conferirà l’incarico al medico che effettuerà l’esame tra giovedì e venerdì, visto che le condizioni atmosferiche sono al momento proibitive. Per questo, in attesa dell’autopsia, il corpo è stato sistemato in una cella frigorifero dell’obitorio dell’ospedale, su disposizione della direzione sanitaria. La procura ha quindi aperto l’inchiesta volta a far luce su una morte che ha gettato nello sconforto e nell’angoscia familiari e amici, e che ha suscitato in loro tanta rabbia visto che Maurizio, nei giorni di ricovero, non sembrava particolarmente sofferente. Da qui la decisione di volerci vedere chiaro e di sporgere denuncia.

Rappresentati dall’avvocato Marco Di Domenico il papà di Maurizio, Tonino, ex costruttore di grandi appalti autostradali oltre che tra i primi esponenti politici abruzzesi della Lega Nord, la mamma Edda e la sorella Monica hanno sposto denuncia ai carabinieri di Lanciano domenica mattina. I militari, guidati dal capitano Massimo Capobianco, hanno già acquisito la cartella clinica di Giallonardo, molto conosciuto in città.

L’uomo lunedì della scorsa settimana ha accusato un malore. Faceva fatica a respirare e così si è recato al Pronto soccorso del Renzetti. Dopo alcuni esami, il primario dell’unità, Antonio Caporrella ne ha disposto il ricovero in Medicina. Giorni di controlli poi sabato sera il tragico inaspettato epilogo. I familiari salutano Maurizio alle 20,30 senza preoccupazioni e apprensioni, sembrava stesse bene. Poi alle 23,30 la terribile telefonata: “Maurizio è morto”. Arresto cardiaco. Lapidaria la spiegazione dei medici. La corsa in ospedale, le lacrime, il dolore straziante per i genitori che hanno perso già altri due figli, per Monica legatissima a quel fratellone amico di tutti. «Un buono», lo definiscono gli amici, un amicone. Lo sconforto, il dolore e la rabbia aprono mille interrogativi, per ora senza risposta. «Sono stati fatti tutti gli esami chiesti dal pronto soccorso? È stata data la adeguata assistenza in ospedale? Hanno delle responsabilità i medici?». Tanti interrogativi messi nero su bianco sull’esposto presentato. Tanti interrogativi che cercano risposte che vadano oltre le semplici “complicazioni”. Tante domande a cui l’autopsia potrà cominciare a rispondere tra giovedì e venerdì. Risposte forse attese anche dai due figli di Maurizio, una ragazza di 16 anni e un bimbo di 8.

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