Morto nel silos: in 7 sotto inchiesta, c’è anche il presidente della Cantina

Le indagini puntano a valutare eventuali carenze nei piani aziendali relativi a sicurezza e prevenzione. Domani gli accertamenti medico-legali. Il sindaco Carlucci: «No a giudizi sommari»
VASTO. Omicidio colposo e violazione delle norme di sicurezza. È il reato contestato dalla Procura di Vasto a presidente, dirigenti e responsabili della sicurezza della Cantina sociale San Panfilo di Scerni, l’azienda in cui giovedì mattina, qualche minuto prima delle 6, ha perso la vita Andrea Di Risio, 21 anni, lavoratore stagionale e studente universitario che era prossimo alla laurea. L’avviso di garanzia, con accuse tutte da dimostrare in quanto si tratta di un atto dovuto, è stato inviato a sette persone, per consentire lo svolgimento di perizie ed esami autoptici. Sono tutti residenti nel Vastese.
Si tratta di Giuseppe Moretti, 65 anni, di Scerni, Palmiro Giacomucci, 55, di Atessa, Luciano Manzi, 61, di Monteodorisio, Angela Maria Cipulli, 53enne di Atessa, Renato Silvestri, 62, nato a Palata (Campobasso), Luigi Di Lello, 55, di Lanciano, e Cristino Marrollo, 61 anni, di Atessa. Ad assistere gli indagati è l’avvocato Gianni Di Stefano. Il legale al momento preferisce non rilasciare dichiarazioni. La famiglia del ragazzo è pronta a costituirsi parte civile e a sua volta invoca il riserbo. Agli indagati viene contestata l’inosservanza del Testo unico sulla sicurezza sul lavoro. In particolare, si fa riferimento all’articolo 37 che disciplina l’obbligo per il datore di lavoro di garantire a ciascun dipendente formazione, informazione e addestramento sufficienti e adeguati in materia di salute e sicurezza.
Il sostituto procuratore di Vasto, Silvia Di Nunzio, cercherà di appurare eventuali responsabilità. Ad esempio, se dirigenti e responsabili della cooperativa abbiano nel tempo verificato sia il corretto funzionamento dell’impianto che la preparazione dell’addetto, in questo caso la giovane vittima. Altre verifiche riguarderanno l’articolo 18 dello stesso testo: osservanza sanitaria, fornitura dei dispositivi di protezione, organizzazione della sicurezza. A un pool di esperti, inoltre, il compito di valutare se le attrezzature rispettavano le direttive comunitarie. Le indagini si concentrano al momento soprattutto sul silos sopraelevato che Andrea Di Risio stava pulendo. Si deve appurare se fosse dotato di meccanismi di sicurezza.
La legge prevede che le parti meccaniche in movimento e gli organi di trasmissione come eliche o coclee, presenti all’interno dei serbatoi dei tini o dei silos per la vinificazione, devono essere dotati di dispositivi di sicurezza per prevenire il contatto accidentale e il rischio di infortuni. Le aperture di scarico, le pale e le eliche rotanti devono essere adeguatamente protette per impedire l’accostamento di persone mentre le parti sono in movimento. In sostanza il silos che il giovane stava pulendo avrebbe dovuto avere dispositivi di interblocco in gradi arrestare immediatamente il movimento degli organi meccanici. Il 21enne è stato ucciso da un’elica che lo ha colpito alla testa. Nel frattempo è stata confermata per domani la perizia affidata al medico legale Pietro Falco.
L’esame si svolgerà nell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti. I risultati dell’autopsia saranno fondamentali ai fini della formulazione delle accuse. La morte del giovane è stata immediata. Il perito dovrà verificare le condizioni del giovane al momento dell’incidente ed escludere un possibile malore. Il silos dove si è verificata la tragedia è stato posto sotto sequestro. La procura di Vasto coordina le indagini affidate ai carabinieri. Al momento la famiglia Di Risio è chiusa in un doloroso riserbo. I genitori di Andrea, Massimo e Alessandra, la sorella Giulia e i nonni sono sconvolti dal dolore. Ancora di più perché la morte ha sorpreso il giovane nella Cantina San Panfilo che per i cittadini di Scerni è una seconda casa. Formata da 700 soci, la cooperativa abbraccia in sostanza tutto il paese e in molti sono legati a essa in qualche modo. Considerata un vanto e una importante fonte economica.
Sono numerosi i giovani che decidono di lavorare nella cooperativa, spesso per tirare su qualche soldo. Lo stesso Andrea era felicissimo di avere ottenuto un contratto da stagionale. Lo studente, che a marzo avrebbe conseguito la laurea in Scienze motorie, aveva scelto il turno notturno per avere più ore libere di giorno. I colleghi assicurano che quel lavoro non gli pesava affatto. «Quello che è accaduto è una immane tragedie che chiede rispetto e silenzio da parte di tutti», ripete il sindaco di Scerni, Daniele Carlucci, «è il momento del dolore e del raccoglimento, non quello di cadere in giudizi sommari o affrettati. Oggi più che mai Scerni deve dimostrare di essere una comunità matura, capace di stringersi a chi soffre. Il Comune esprime vicinanza alla famiglia colpita dal lutto ma anche alla governance e ai lavoratori della Cantina San Panfilo consapevoli che questo dramma sconvolge profondamente anche l’azienda e la sua realtà produttiva».
Il sindaco Carlucci ha già fatto sapere che il giorno dei funerali di Andrea, che dovrebbero essere celebrati martedì nella parrocchia di San Panfilo, a Scerni, sarà proclamato il lutto cittadino: bandiere a mezz’asta in Comune e saracinesche di negozi abbassate.
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