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18 ottobre

18 Ottobre 2026

Oggi, ma nel 1943, ad Alvignano, in provincia di Caserta, in contrada San Ferdinando, un drappello di nazisti in ritirata per l’arrivo degli americani, la cui identità non verrà appurata, uccidevano, con un colpo di pistola alla testa, don Biagio Mugione, di 29 anni, arciprete della locale parrocchia di San Sebastiano, che dal limitrofo abitato di Dragoni, dove era rifugiato come ospite di don Antonio Capezzuto, parroco di San Biagio, era andato a verificare la notizia, che poi si rivelerà falsa, secondo la quale i tedeschi avessero provveduto a minare la “sua” chiesa. E avessero intenzione di farla saltare in aria. Il piano del giovane religioso (nella foto, particolare) era trattare con il nemico.

Il cadavere verrà rinvenuto, verosimilmente da Michelangelo Simone, solo sei giorni dopo. Apparirà riverso in un fosso, semi coperto dal terriccio, a ridosso dell’abitazione della famiglia Palmieri. Le truppe statunitensi giungeranno giusto il giorno dopo, il 19 ottobre. Originario di Cardito, nel napoletano, era stato ordinato sacerdote il 17 luglio 1937. La chiamata nel borgo campano che faceva da scenografia alla sua feroce dipartita terrena era arrivata dal vescovo di Caiazzo Nicola Maria Di Girolamo. Il malcapitato s'era molto dato da fare per ringiovanire l’attività quotidiana della canonica. Anche grazie alla sua crescente passione per la fotografia. Aveva pure composto e musicato l’inno in onore del Santo patrono diocesano: Ferdinando d’Aragona. I militari con la croce uncinata, guidati dal generale Heinrich von Vietinghoff “Scheel” da Magonza, avevano stabilito il loro quartier generale a Villa Ortensia.

Alvignano era centro strategico poiché situato sulla parte orientale della linea difensiva germanica "Viktor". Erano soliti compiere vere e proprie incursioni per razziare viveri e generi di prima necessità operando soprusi sui civili. Specialmente nei giorni degli scontri cruciali consumati lungo il fiume Volturno. Contestualmente, quel 18 ottobre ’43, nel rione Morrione di Montaniccio, i soldati hitleriani facevano fuori anche il contadino Nicola Di Lillo, di 62. Tutta la triste vicenda di don Biagio verrà rievocata dal nipote della vittima, Mauro Nemesio Rossi, nelle 184 pagine del volume intitolato “Alvignano e il suo arciprete”, che sarà pubblicato, in sodalizio, dall’amministrazione municipale e dalla pro loco.