Morto nella caduta in moto Il cantoniere: segnalai la buca

30 Novembre 2017

VASTO. È ripreso ieri, con l’audizione dei testimoni della Procura, il processo per omicidio stradale colposo a carico di Maurizio Campati, delegato dell’Anas alla manutenzione stradale. A trascinare...

VASTO. È ripreso ieri, con l’audizione dei testimoni della Procura, il processo per omicidio stradale colposo a carico di Maurizio Campati, delegato dell’Anas alla manutenzione stradale. A trascinare in giudizio il cantoniere è stata la tragica morte di Luigi Muscariello, 39 anni, operaio di Castelguidone protagonista nel 2013 di un incidente sulla Provinciale 198 che collega il piccolo comune del Medio Vastese con la Fondovalle del Trigno.
Davanti al giudice sono comparsi i carabinieri, gli operatori del 118 e un automobilista di passaggio che assistette all’incidente. Ancora una volta è stato rimarcato il dissesto della strada percorsa dalla vittima. Secondo l’accusa Campati, delegato alla manutenzione, avrebbe omesso di segnalare la buca dove è finito il motociclista e non si sarebbe adoperato per rifare l’asfalto. «In realtà il cantoniere più volte segnalò la buca alla Provincia ma fu inascoltato», rimarca l’avvocato Giovanni Cerella, difensore dell’imputato. Il processo è stato aggiornato al 9 maggio 2018 per ascoltare, a questo punto, il perito che controllò la strada dopo l’incidente mortale.
La famiglia Muscariello, rappresentata dall’avvocato Incoronata Rizzi, si è costituita parte civile. La vicenda è delicata e controversa. Le decisioni dei giudici potrebbero dare la stura a molte altre sentenze analoghe. Luigi Muscariello, operaio Pilkington e abile centauro, morì l’8 aprile 2013, otto giorni dopo l’incidente in moto avvenuto il giorno di Pasquetta sulla strada provinciale 198, nel tratto che da Castiglione Messer Marino porta a Castelguidone. Muscariello era in sella alla sua moto, una Yamaha T max 500. Improvvisamente perse il controllo della moto che sbandò e andò a schiantarsi contro il guardrail. Il motociclista strisciò per diversi metri sull’asfalto prima di finire contro il parapetto di metallo. L’uomo riportò un trauma cranico. Inutile il trasposto in elicottero a Pescara. Muscariello non si svegliò più dal coma. La famiglia non ha mai creduto a una disattenzione o a una manovra sbagliata del motociclista. (p.c.)
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