Morto nello schianto, oggi l’addio a Nicola

Lanciano, ultimo saluto al 27enne di Paglieta. Il ricordo commosso dei compagni di basket e ballo
LANCIANO. «Rosso come il sangue, rosso come la passione...». Così Nicola Di Genni, 27 anni, di Paglieta, descriveva su Facebook la nuova moto, quella Ducati rossa acquistata qualche settimana fa e con la quale sabato sera si è schiantato contro un’auto che non gli avrebbe dato la precedenza. Un tragico parallelo letto oggi che il giovane centauro, con la passione per il basket e il ballo oltre che per i motori, non c’è più.
Sabato sera, alle 19,30, Di Genni stava raggiungendo Lanciano per andare a prendere un aperitivo con gli amici. A bordo di una moto Ducati il giovane percorreva la strada provinciale per Fossacesia. All’Iconicella, all’altezza della pizzeria Evergreen, il tragico schianto con una Ford Cmax guidata da S.P., di Lanciano. La donna ha svoltato a sinistra mentre sopraggiungeva la moto di Di Genni. Il giovane ha provato a frenare ma non è riuscito ad evitare l’impatto, avvenuto contro la portiera posteriore destra dell’auto. Gli operatori del 118 hanno provato a rianimarlo a lungo, senza successo. Probabilmente la guidatrice ha calcolato male i tempi della manovra. Ma dopo l’incidente, in forte stato di choc, non è riuscita a dare la propria versione alla polizia stradale di Lanciano, che effettua le indagini.
Titolare dell’inchiesta (ipotesi di reato è l’omicidio colposo) è il pm Gennaro Varone, che non ha ritenuto necessaria l’autopsia sul corpo del giovane. La salma è stata riconsegnata alla famiglia. Oggi, alle 15,30, si svolgeranno i funerali nella chiesa Maria Santissima Assunta di Paglieta. Straziante l’arrivo sul luogo dell’incidente di papà Innocenzo e del fratello minore Matteo, increduli e sconvolti davanti al corpo esanime di Nicola. Operaio alla Sevel, Di Genni si dedicava molto all’attività fisica. Da dieci anni era una colonna dell’Asd Atessa Basket. «Allenamento o partita non importava, sempre a tutta carica come un toro», lo ricorda Manuel su Facebook. E poi c’era la passione per il ballo, che lo portava spesso anche nei locali di Lanciano, dove da studente aveva frequentato l’Itis Da Vinci. «Non posso crederci, l’altra sera ballavi con una gioia che non avevo mai visto nel tuo viso», scrive Orlandina, «voglio ricordarti così, con quel sorriso. Ora balla con gli angeli e consola la tua famiglia e tutti quelli che ti vogliono bene». (s.so.)
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