Morto uno dei sette cani sequestrati

1 Agosto 2017

ORTONA . Napoleone non ce l’ha fatta. Il segugio è morto, ma i suoi padroni che continuano la battaglia per riavere indietro gli altri sei cani di proprietà, sui quali vige un provvedimento di...

ORTONA . Napoleone non ce l’ha fatta. Il segugio è morto, ma i suoi padroni che continuano la battaglia per riavere indietro gli altri sei cani di proprietà, sui quali vige un provvedimento di sequestro per disturbo della quiete pubblica. E davanti al canile di Ortona la protesta prende di nuovo vigore. Nei giorni scorsi il proprietario, Rocco Di Tollo, di Crecchio, si era incatenato davanti al cancello del canile di Ortona per manifestare contro il sequestro di sette dei suoi cani: «Ridatemeli o mi do fuoco», minacciava. Sei dei suoi fedeli amici erano rinchiusi nel canile, il settimo, Napoleone, era stato ricoverato in clinica poiché malato. Ma l’animale è deceduto. «Si è lasciato morire per il forte stress», sostengono oggi i suoi padroni, che hanno trovato solidarietà nella Lida, associazione che opera nel canile di Ortona e la quale ha accettato la custodia giudiziaria gratuita nella struttura comunale ma che, ovviamente, non può liberare i sei cani. Sul cancello del canile sono stati esposti decine di cartelloni e diversi mazzi di fiori. «Un gesto simbolico per ricordarlo», dicono i proprietari, «vittima di una legge ottusa che l’ha rapito a suoi affetti rinchiudendolo in una gabbia per sequestro preventivo cautelativo». Tra i vari messaggi c’è anche uno della Lida: «Napoleone è morto senza colpa. 50 giorni in prigione, chiediamo giustizia, non puniteli, facciamo tornare i suoi compagni a casa!». Il compianto cane vi era tornato, ma non è riuscito a sopravvivere. La battaglia per riavere gli altri sei animali va avanti. E si muove anche il web: su change.org è stata lanciata una petizione da consegnare al sindaco Leo Castiglione. Dopo poche ore contava già sul sostegno di oltre mille persone. (a.s.)