Morì cadendo nel fossato, assolti
Scagionati imprenditore e tecnico: non fu omicidio colposo ma un incidente
CHIETI. Tre anni da incubo cancellati ieri pomeriggio con la sentenza di assoluzione per il responsabile della ditta Cogema, Gabriele Maccarone, 67 anni di Chieti, e il geometra Franco Nicolini, 53 anni di Chieti. I due erano accusati in concorso di omicidio colposo per la morte del 75enne di Brecciarola Mario Cavallo avvenuta il 23 giugno del 2015 dopo che il 13 marzo dello stesso anno era precipitato in un canale di scolo, nei pressi del quale stava lavorando la ditta Cogema incaricata della manutenzione straordinaria di un tratto di strada e di selciato. Il pensionato precipitò a testa in giù nell’acqua gelata. Tirato fuori da due agenti della Polizia della Stradale, all’inizio sembrava avesse riportato soltanto un trauma cranico ed essere andato in ipotermia, tutte lesioni che erano state giudicate guaribili nell’arco di 30 giorni. In realtà gli effetti di quella caduta si sono rivelati molto più gravi tanto che lo hanno portato alla morte a causa di uno shock settico mentre era ricoverato nella clinica Villa Pini.
Secondo l’accusa Maccarone e Nicolini erano colpevoli di «negligenza, imprudenza, imperizia, perché, il primo, quale responsabile legale della ditta Cogema esecutrice dei lavori affidati dal Comune di Chieti, e il secondo, quale incaricato del coordinamento della sicurezza, omettevano di verificare e assicurare le condizioni di sicurezza dello stato dei luoghi. In particolare, dopo aver rimosso sulla via Trieste di Brecciarola la struttura di protezione di un fossato, con acqua e fango, non apponevano alcuna barriera che scongiurasse il rischio di caduta. Si limitavano infatti ad assicurare a terra due tondini di ferro sui quali apponevano un nastro a bande rosse e bianche, assolutamente insufficiente a segnalare adeguatamente il pericolo».
Il giudice Andrea Di Berardino ha invece dato credito alla tesi della difesa portata avanti dagli avvocati Francesco Paolo Febbo e Italo Lupo, secondo cui i due non potevano essere ritenuti responsabili della caduta di Cavallo nel fossato. Maccarone è stato assolto con la formula «perché il fatto non sussiste», Nicolini «per non aver commesso il fatto». (a.i.)

