Morì con lo scooter, il gip archivia

1 Giugno 2020

Val Sinello. Non fu colpa del camionista lo schianto che costò la vita a un 55enne

VASTO. L’incidente costato la vita a Giuseppe Luigi Zocaro, 55 anni, due anni fa in Val Sinello, non fu colpa dell’amico M.D.P. che guidava un autocarro che lo precedeva. Il gip del tribunale di Vasto, Fabrizio Pasquale, verificate le perizie, così come richiesto dalla Procura, ha deciso di archiviare il caso. Si chiude quindi l’iter giudiziario di una vicenda che all’epoca provocò grande dolore nella vallata.
Zocaro, era in sella ad uno scooter. Dopo il lavoro alla Silatech (ex Gir sud) in Val Sinello, stava tornando a casa. Ad un tratto lo scooter si scontrò con il camion che lo precedeva condotto da M.D.P., di Carpineto Sinello. L’urto avvenne durante la manovra di svolta a sinistra del camion. M.D.P. venne indagato. Da subito i carabinieri accertarono l’assenza di responsabilità dell’indagato nella disgrazia. Le perizie successive lo confermarono.
«È successo tutto all’improvviso», ripete l’avvocato Giovanni Cerella, legale di M.D.P.. «Il mio cliente sta ancora male per l’accaduto perché Zocaro era un amico e quello che è accaduto è stata per lui un’esperienza terribile». M.D.P. fu il primo a soccorrere Zocaro e il primo a capire che il suo amico non ce l’avrebbe fatta. La perizia ha stabilito che la manovra di svolta a sinistra dell’autocarro non fu repentina e nel momento in cui il motociclista arrivava, il mezzo pesante era già in fase di svolta. Il supplemento di perizia richiesto dal pm ha ribadito questa tesi aggiungendo che il motociclista avrebbe dovuto accorgersi che l’autocarro che lo precedeva si accingeva a svoltare perché, stando alle testimonianze, fra i due mezzi c’erano circa 100 metri. «Gli elementi assunti», ha spiegato il gip Pasquale, «portano a condividere pienamente le conclusioni del pm e la richiesta di archiviazione». Per M.D.P. è la fine di un incubo. (p.c.)
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