Morì dopo la spinta, chiesto il patteggiamento

Vasto. Udienza dal gup per il decesso del 50enne “Franchino”. Decisione rinviata al prossimo 4 luglio
VASTO . Omicidio preterintenzionale. È l'accusa dalla quale il 4 luglio prossimo dovrà difendersi G.S,. 30 anni, barista di Vasto, l'uomo accusato di avere provocato con una spinta la morte di Franco Mancini, 50 anni, conosciuto come "Franchino". L'imputato è apparso ieri mattina davanti al gup Fabrizio Pasquale assistito dall'avvocato Antonello Cerella. Quest'ultimo, davanti al rischio di una condanna di 12 anni, ha chiesto di poter patteggiare per il proprio assistito la pena di 4 anni. Il gup Pasquale, al fine di valutare attentamente l'equità della richiesta, ha disposto il rinvio al 4 luglio. Qualora le richieste della difesa di G.S. non venissero accolte, l'avvocato Cerella opterà per il rito abbreviato.
A mettere nei guai l'accusato sono state le immagini della videosorveglianza. La sequenza che ha portato alla morte di Franco Mancini è stata più volte visionata dalla polizia. Le telecamere hanno ripreso Franchino che si avvicinava al barista che lo ha respinto una prima volta. Franchino però si è riavvicinato ancora. G.S. lo avrebbe scansato e la seconda spinta ha fatto cadere Franco Mancini che ha battuto la testa. Il trentenne, aiutato da altre persone che erano sul posto, hanno aiutato Franchino a rialzarsi e a sedersi. La spinta, a giudizio della difesa, sarebbe stata leggera. Franchino non aveva ecchimosi. Quando l'accusato chiuse il locale è lasciò Vasto Marina (erano le 3), Franco Mancini era ancora vivo. Il cinquantaquattrenne era seduto ancora su una panchina. Nella storia c'è un buco dalle 3 alle 7. A quell'ora è stato trovato disteso a terra al centro di Vasto Marina. Soccorso dai sanitari del 118 e dalla polizia è stato portato all'ospedale San Pio da Pietrelcina. È deceduto nel primo pomeriggio. Franchino morì quindi dopo dodici ore per una emorragia cerebrale. «Il mio cliente», insiste l'avvocato Antonello Cerella, «non ha mai pensato di voler fare del male a Franco Mancini, né poteva immaginare che una leggera spinta provocasse la caduta dell'uomo. Nessuno avrebbe mai pensato ad un epilogo così triste».
Franco Mancini era molto conosciuto per la sua giovialità e simpatia. (p.c.)
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