Morì dopo un volo di 15 metri Condanne ridotte in appello

23 Maggio 2019

CHIETI . Condanne ridotte in appello per due dei responsabili della morte di Antonio Criscuolo, l’operaio di 47 anni precipitato da 15 metri d’altezza mentre lavorava in un cantiere edile di...

CHIETI . Condanne ridotte in appello per due dei responsabili della morte di Antonio Criscuolo, l’operaio di 47 anni precipitato da 15 metri d’altezza mentre lavorava in un cantiere edile di Francavilla al Mare il 7 gennaio del 2015. La Corte d’appello dell’Aquila, «in parziale riforma della sentenza» di primo grado, ha rideterminato la pena in 2 anni e 8 mesi di reclusione per Anna Petrongolo, 54 anni di San Giovanni Teatino, e in un anno e 8 mesi per Nico Cascini (pena sospesa e non menzione), 32 anni di Francavilla, entrambi accusati di omicidio colposo.
Alla prima imputata, legale rappresentante della ditta Europonteggi Due che stava eseguendo i lavori sulla palazzina di via Monte Velino 8, il tribunale teatino aveva inflitto con l’abbreviato 3 anni, 4 mesi e 10 giorni. Cascini, dipendente della Europonteggi Due, era stato invece condannato – sempre con l’abbreviato – a 2 anni, 2 mesi e 10 giorni. Ma entrambi gli imputati, difesi dall’avvocato Stefano Azzariti, hanno presentato ricorso.
Quel pomeriggio Criscuolo stava lavorando su un’impalcatura per la ristrutturazione della palazzina di via Monte Velino: posizionando un cavalletto, ha perso l’equilibrio ed è caduto nel vuoto. Secondo la procura, la morte è stata provocata da «negligenza, imprudenza e imperizia» da parte degli imputati. Petrongolo non avrebbe fatto utilizzare ai dipendenti «sistemi di prevenzione specifici nei lavori in quota». Non avrebbe inoltre assicurato «un adeguato sistema di protezione». Cascini, invece, non avrebbe «sovrinteso e vigilato sulla osservanza da parte dei singoli lavoratori delle disposizioni aziendali in materia di sicurezza». Altri due imputati hanno scelto la strada del rito ordinario: il processo è ancora in corso. (g.let.)