Morì in ospedale, due medici nei guai

13 Giugno 2019

Il pm chiede il rinvio a giudizio dei chirurghi che operarono un uomo di 57 anni: è scattata l’accusa di omicidio colposo

CHIETI. Quell’operazione chirurgica, sostiene l’accusa, è stata fatta in ritardo. Ecco perché due medici, all’epoca dei fatti in servizio all’ospedale di Chieti, rischiano di finire sotto processo con l’accusa di omicidio colposo per la morte di Francesco De Luca, 57 anni, originario di Cepagatti e residente a San Giovanni Teatino. Il decesso, avvenuto dopo un intervento al colon e a un rene, risale al primo marzo del 2015. Il sostituto procuratore Marika Ponziani ha chiesto per entrambi il rinvio a giudizio: ieri mattina il caso è arrivato davanti al giudice Isabella Maria Allieri.
A innescare le indagini è stata la denuncia presentata in procura dalla moglie del paziente, assistita dall’avvocato Dario Zanno. Secondo la donna, la morte del marito è stata provocata «da errori medici per mancato approfondimento degli accertamenti diagnostici, per colpa e imperizia nell’esecuzione degli interventi chirurgici e per mancanza di diligenza, anche nella fase post-operatoria, assolutamente inescusabili». In un primo momento, la procura ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta nei confronti dei due medici, apparendo «il loro operato immune da censure». Ma poi la vicenda è approdata in tribunale.
Gli imputati, scrive il pm Ponziani, «pur in presenza di chiari segni di una complicanza post-operatoria, omettevano di sottoporre tempestivamente De Luca ad accertamenti strumentali che avrebbero consentito di diagnosticare la patologia complicante e di sottoporre altrettanto tempestivamente il paziente» a un ulteriore intervento chirurgico. «In ragione del ritardo diagnostico», si legge ancora sul capo d’imputazione, «De Luca veniva sottoposto all’intervento in una situazione ormai di emergenza, con un ingravescente scadimento delle condizioni cliniche». Da qui il decesso «per scompenso cardiaco acuto, edema polmonare acuto e insufficienza multiorgano».
Gli imputati sono difesi dall’avvocato Goffredo Tatozzi. Ieri mattina, per l’accusa, c’era in aula il sostituto procuratore Lucia Anna Campo. L’udienza è stata aggiornata al prossimo 2 ottobre perché è in corso una trattativa per il risarcimento dei danni: in quella data il giudice deciderà se mandare sotto processo i due medici.
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